Donna incinta picchiata selvaggiamente dal compagno: arrestato 28enne nell'Alta

La 26enne ha chiesto aiuto ai carabinieri attorno alle 5 di mattina dopo una violenta lite con il fidanzato che le ha causato diverse ferite e 40 giorni di prognosi

Alle 5 di mattina ha chiamato i carabinieri con voce tremante. Una donna ha chiesto aiuto perché era stata appena picchiata dal convivente. I militari hanno subito mandato una pattuglia a Fontaniva, dove la donna vive, trovandola in pessime condizioni.

AGGREDITA DAL COMPAGNO.

Giunti sul posto, i carabinieri hanno visto una 26enne incinta con il volto completamente tumefatto che lamentava forti dolori alla bocca e allo zigomo destro. La donna ha raccontato che era in auto con il suo compagno e dopo essersi appartata in quella zona per futili motivi, è stata aggredita e picchiata selvaggiamente, prima che il fidanzato si allontanasse a bordo della sua Toyota Yaris. Sul posto è giunta l’ambulanza che ha portato la 26enne in ospedale, intanto i militari hanno rintracciato la macchina con a bordo il fidanzato. L’uomo, col sedile lato guida completamente reclinato, stava dormendo e ha raccontato ai carabinieri di aver avuto una discussione con la compagna e di averle tirato due schiaffi in volto. La versione fornita non ha convinto. Accompagnato in caserma e acquisito il referto medico della donna relativo alle lesioni subite pari a 40 gg di prognosi l’uomo è stato arresto. Si tratta di I.C. 28enne residente Fontaniva ma di fatto senza fissa dimora, operaio, pregiudicato. L’arresto è stato convalidato lunedì e per lui sono scattati i domiciliari.

PREVENZIONE.

“Per meglio contrastare questa tipologia di reati, i carabinieri del comando provinciale di Padova, grazie a proficui rapporti di collaborazione con enti di volontariato ed associazioni, hanno tessuto una fitta rete informativa che consente di essere il più aderenti possibili all’evoluzione del fenomeno criminale, ed, inoltre, ha realizzato una sala per l’audizione protetta di donne e minori vittime di violenza in generale, nonché dispone di personale di alto spessore professionale appositamente formato per approcciare al meglio le vittime di questo tipo di reati, che supportano in maniera qualificata i militari che devono operare in prima battuta, in piena armonia con le disposizioni della Autorità Giudiziaria".

CARABINIERE DONNA.

"Importante è anche la presenza di Carabinieri donna che, nella maggior parte dei casi, riescono ha essere più persuasive e a mettere a proprio agio il più possibile le vittime di tale tipologia di reati, che a causa del forte stress emotivo, non sempre riescono a collaborare al meglio con gli investigatori. Importante anche l’attività preventiva posta in essere a partire già dalle scuole, dove con una serie di incontri mirati, si cerca di ridurre al minimo la distanza che potrebbe intercorre, per svariati motivi, tra le potenziali vittime e forze dell’ordine. In questi incontri si sottolinea l’importanza di denunciare le violenze ed i soprusi subiti, o anche di segnalare potenziali situazioni di pericolo che non riguardano solamente noi stessi; sia il bullo, sia il genitore violento o il compagno, molte volte riescono a farla franca proprio per questo timore iniziale nel denunciare, facendo si che le situazioni degenerino in più gravi fatti di cronaca nera".  

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