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Picchiava la moglie malata terminale e i figli che andavano a piangere sulla sua tomba

Per il padre e marito violento, un 43enne albanese, residente nella zona di Teolo, il pm ha chiesto la condanna a 4 anni di carcere. La coniuge non era stata risparmiata nemmeno durante la malattia

Il pubblico ministero Roberto Piccione ha chiesto - come riportano i quotidiani locali - una condanna a quattro anni di reclusione per il marito e padre violento, un albanese 43enne che venne arrestato il 6 ottobre del 2015 a seguito della segnalazione di un testimone che aveva notato, quel giorno, la presenza di una ragazzina che correva a piangere, terrorizzata, sulla tomba della madre in cimitero a Teolo. Quando arrivarono i militari dell'arma, al camposanto giunse anche il padre, che era andato a recuperarla. Ma la giovane e il fratello, che era in auto con il genitore, si fiondarono dai carabinieri, supplicando aiuto.

ANNI DI VIOLENZE. Ne seguì la ricostruzione di anni di violenze domestiche, fin dal 2009, nei confronti dei due figli adolescenti e della moglie, malata terminale e picchiata anche mentre si sottoponeva alla chemioterapia. In un'occasione l'uomo la colpì rompendole un bastone sulla schiena. La donna sarebbe poi morta nel luglio del 2015 e l'albanese avrebbe continuato a riversare la sua aggressività contro i figli, minacciandoli di "sotterrarli" assieme alla madre.

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