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La polizia municipale allontana i consiglieri Pd dal banco della Presidenza (Facebook)

La polizia municipale allontana i consiglieri Pd dal banco della Presidenza (Facebook)

Caos in consiglio, Pietrogrande "aggredita" dai consiglieri del Pd

Tensione, giovedì sera, in aula consiliare a Padova. Alcuni esponenti del Partito Democratico si sono scagliati contro il banco della Presidenza

Tensione alle stelle, giovedì, in consiglio comunale a Padova. Al termine di una concitata discussione, alcuni consiglieri del Pd hanno affrontato la presidente Federica Pietrogrande, avvicinandosi duramente al banco della presidenza, per poi essere allontanati dalla polizia locale. 

PIETROGRANDE. "Fatti gravi e inauditi - esordisce Federica Pietrogrande, presidente del consiglio comunale di Padova - nel mezzo di una discussione aspra, e dopo 8 ore di attacchi verbali contro la mia persona, ad opera di alcuni consiglieri di minoranza, i colleghi del Partito Democratico Gianni Berno, Andrea Micalizzi, Umberto Zampieri e Massimo Bettin si sono scagliati con violenza sul banco della presidenza, urlando frasi irripetibili e minacciandomi platealmente. Solo l'intervento di alcuni agenti di Polizia Locale ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. Dopo aver sospeso la seduta – prosegue Pietrogrande – ho ricevuto numerose manifestazioni di solidarietà da parte dei componenti della maggioranza, che hanno invitato i consiglieri a scusarsi con la Presidenza, ma senza esito alcuno. È superfluo ricordare che la violenza non è mai legittimabile ed è inaccettabile che il dibattito politico degeneri, come accaduto ieri, quando quattro uomini si sono scagliati contro una rappresentante delle istituzioni, che è anche professionista, donna e madre".

BETTIN. Un'altra versione, è quella fornita, invece, dal consigliere Massimo Bettin: "Una situazione gravissima, il sindaco ha offeso il consigliere Gianni Berno con parole irripetibili. A quel punto, dopo l'ennesimo menefreghismo del presidente Pietrogrande davanti a questo atto sconsiderato, alcuni consiglieri si sono avvicinati subito al banco per chiedere di applicare il regolamento. Bitonci poi, forse vergognandosi delle cose dette, l'ha buttata in confusione farneticando che chi chiede rispetto delle regole avrebbe 'aggredito' una donna. Vergogna".

BERNO. Sulla vicenda, è intervenuto anche Gianni Berno: "Per cercare di coprire la sua incapacità di autocontrollarsi offendendo i consiglieri (4 volte 'ebete' fuori microfono), il sindaco attacca con l'insulto e la menzogna - dichiara - è la tecnica di una persona che non sa più reggere l'aula consiliare da cui fugge o dove perde completamente il controllo; dopo varie ore di 'tenuta', alla fine non ha retto per gli attacchi politici che abbiamo fatto sull''affaire Brunetti'".

FIORE. Il sindaco Massimo Bitonci, sulla sua pagina Facebook, ha condannato l'accaduto, postando alcuni video degli interventi successivi all'"aggressione". "Di ore di dibattito, il sindaco ritaglia solo i 3 secondi che piacciono a lui, manipolando la realtà a suo comodo. Un presidente del consiglio, Pietrogrande, che non è arbitro, ma per ore provoca l'opposizione e le nega la parola. Una maggioranza che approva la modifica allo Statuto, alla Carta di tutti, votando contro tutti i 62 emendamenti della opposizione. Un segretario generale che dovrebbe tutelare tutti che ammette mozioni non firmate. L'errore, dopo 10 ore di consiglio, di perdere le staffe e assaltare, in maniera vigorosa e per me sbagliata, lo scranno della Presidenza. Un sindaco che insulta un consigliere di opposizione ripetutamente. Tutto questo era nel mio intervento".

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