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La piramide eretta abusivamente nel Parco dei Colli euganei

La piramide eretta abusivamente nel Parco dei Colli euganei

Il Tar boccia la piramide abusiva sui Colli: “Non è un deposito di salami”

I giudici non hanno ritenuto valida la tesi secondo cui la difesa dell'associazione vicentina motivava la realizzazione della struttura come un edificio per la conservazione di olio e salami. Potrà quindi essere abbattuta

Non ha retto l'originale tesi difensiva a cui è ricorsa l'associazione vicentina “La piramide di luce” che chiedeva al Tar del Veneto la sospensiva all'ordine di demolizione emesso dal Parco Colli in merito alla piramide di 7 metri eretta senza permessi lo scorso settembre in via Sassoni 26 a Valnogaredo di Cinto euganeo, a fianco dell'agriturismo Alto Venda.

Il Tar ha infatti bocciato la linea difensiva dei ricorrenti secondo cui la destinazione d'uso della piramide sarebbe di tipo “agricolo, ecologico, aziendale ed oleario” ed utilizzata, nello specifico, “per il deposito di bottiglie di olio e per la conservazione e stagionatura dei salami”.

Presentata nello stesso sito internet dell'associazione come un “portale dimensionale in grado di accelerare l'evoluzione personale di chi vi entra”, che la piramide sorta abusivamente a Cinto servisse invece per stagionare salami non ha convinto i giudici. Il Tar ha fissato per l'8 settembre l'udienza nel merito e stabilito che si potrà andare avanti con la demolizione.

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