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Plastica nel panettone dei detenuti, scatta il decreto di condanna per il risarcimento

La cooperativa Giotto non intende pagare 900 euro e ha impugnato il decreto. Ora si va a processo

Una famiglia padovana ha presentato denuncia dopo aver scoperto due pezzi di plastica mentre mangiava il panettone. Il dolce incriminato è "il panettone del carcere di Padova classico" con il marchio "Pasticceria Giotto". Il fatto è accaduto nel 2015 e, dopo le indagini del caso, i vertici della cooperativa Giotto sono stati raggiunti da un decreto penale di condanna a risarcire la famiglia con 900 euro. Ma la Giotto, attraverso il suo legale, ha impugnato il decreto penale di condanna e ora il prossimo 28 marzo sarà aperto un processo.

IL PANETTONE.

È dal 2001 che i detenuti sfornano i famosi dolci di Giotto, compreso il panettone, andato in dono ai capi di Stato del G8 e fortemente apprezzato in Vaticano. I detenuti del laboratorio del carcere di Padova hanno presentato il panettone anche ad Expo. Gli ordini arrivano da tutto il mondo, soprattutto per il periodo natalizio. Nel sito www.idolcidigiotto.it, il panettone è presentato così: Un vecchio artigiano ci ha tramandato la ricetta originale del panettone artigianale e i nostri maestri pasticceri negli anni l'hanno affinata e perfezionata. Materie prime ricercate, lunga lievitazione naturale e manualità, per un totale di 72 ore di lavorazione, racchiuse in un impasto soffice e profumato dal gusto equilibrato. Una tensione all'eccellenza assoluta coniugata ad un progetto sociale che riempie il cuore: è questo il segreto dei panettoni del carcere di Padova.

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