Polizia locale: ecco le azioni in contrasto allo spaccio effettuate nei mesi estivi all'Arcella

Durante il periodo estivo il personale di Prossimità della Squadra Nord e della squadra Sicurezza Urbana della Polizia Locale ha effettuato un'intensa attività di repressione all'attività di spaccio di sostanze stupefacenti nelle zone più "calde" dell'ex quartiere 2

Sono trentotto le operazioni che sono state effettuate nei mesi estivi, alcune delle quali con impiego dell'unità cinofila. Il risultato è il sequestro di circa 400 dosi di stupefacneti. Significativo è il fatto che l'equivalente di oltre 130 dosi (gr. 55 circa) è costituito dalla temuta droga sintetica denominata Shaboo la cui diffusione sta pericolosamente aumentando sul territorio. Circa 70 dosi sono risultate essere dello stupefacente del tipo cocaina, le rimanenti variamente distribuite tra eroina, hashish e marijuana.

Denaro

Nell'ambito dell'attività sono state una decina  le denunce all'Autorità Giudiziaria effettuate a carico di soggetti stranieri fermati mentre spacciavano stupefacenti nei pressi del centro polifunzionale San Carlo e nelle aree circostanti; quando ne ricorrevano i presupposti si è provveduto anche al sequestro del denaro frutto dell'attività di spaccio.

Minori

Da rilevare come sempre più spesso i minori, in particolare di nazionalità tunisina, vengano impiegati nelle attività di "microspaccio" con il fine non dichiarato, ma evidente, da parte delle organizzazioni criminali di far si che i piccoli pusher non possano essere tratti in arresto proprio in virtù della giovane età, che talvolta è stato accertato essere non superiore ai 14/15 anni. La strategia adottata dagli spacciatori per limitare il più possibile le "perdite" della merce consiste nel non detenere normalmente lo stupefacente al seguito o nelle vicinanze, bensì provvedere alla consegna di piccoli quantitativi di volta in volta che questi vengano ordinati dai consumatori; per tale motivo la Polizia Locale ritiene importante agire anche nei confronti dei consumatori abituali, che in una quarantina di occasioni sono stati sanzionati ai sensi dell'art. 75 del D.P.R. 309/90, con conseguente segnalazione alla Prefettura del luogo di residenza si fini dell'inserimento del tossicodipendente in un percorso terapico di recupero.

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