Cronaca Zona Industriale / Corso Argentina

Crollo ponte Morandi, Cav assicura: "Autostrade A4 e A57 monitorate con software innovativi"

80 viadotti e cavalcavia tenuti sotto controllo da un programma legato all'accordo tra la società concessionaria e il dipartimento di ingegneria civile dell'ateneo patavino

Non può che essere (quantomeno) l'argomento della settimana. Con tanto di chiarimento: in merito al dibattito innescato dal disastro del viadotto Polcevera a Genova, infatti, Concessioni Autostradali Venete Spa - attraverso il suo presidente Luisa Serato - comunica di avere in gestione circa 80 tra viadotti, ponti, cavalcavia nei suoi circa 77 chilometri di tratte autostradali, svincoli e raccordi in gestione. E il monitoraggio e la manutenzione di queste opere è costante e approfondito, soprattutto dopo la firma di un accordo (avvenuto alcuni anni fa) tra la società concessionaria e il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Padova.

Software per il monitoraggio

La collaborazione consiste nell’utilizzo di un software basato sull’osservazione ed il monitoraggio continui dei vari elementi che compongono queste opere. I risultati del monitoraggio alimentano un database che successivamente, attraverso un algoritmo messo a punto dall’Università, fornisce un riscontro dello stato del manufatto, sulla base del quale viene poi definito il programma di manutenzione. In questo modo le circa 80 opere in gestione a CAV (tra cui i ponti sulla A4, compresi quelli recenti del Passante di Mestre e sulla A57, con lo storico viadotto della Tangenziale di Mestre), sono costantemente tenuti sotto stretta osservazione. In merito, inoltre, al dibattito che dal disastro di Genova si è generato attorno al sistema delle concessioni autostradali, Cav sottolinea la peculiarità del proprio assetto societario e della mission, che la rende unica nel panorama delle concessioni autostradali italiane: «La Società – spiega il Presidente Luisa Serato - è partecipata al 50% da Anas e al 50% dalla Regione Veneto e ha per previsione statutaria il reinvestimento complessivo degli utili in nuove infrastrutture sul territorio del Veneto, su decisione della Regione di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Non è prevista, pertanto, alcuna redistribuzione dei dividendi fra i soci (Anas e Regione)».

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