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Un'immagine storica del Ponte

Un'immagine storica del Ponte

Riaperto ponte San Lorenzo, testimonianza romana nelle Riviere

Il monumento interrato sotto riviera Tito Livio e via san Francesco tra piazza Antenore e Canton del Gallo, è di nuovo visitabile, grazie a una convenzione tra Comune, Legambiente-Salvalarte e associazione Arcadia

Con un simbolico taglio del nastro, sabato 2 giugno ha riaperto al pubblico il ponte interrato di San Lorenzo, testimonianza della Padova romana in zona Riviere. Il monumento si trova sotto riviera Tito Livio e via san Francesco tra piazza Antenore e Canton del Gallo.

IL PONTE. Costruito intorno al 40-30 a.C. in prossimità del porto fluviale dell'antica Patavium, superava con tre arcate per un totale di più di 50 metri di estensione il Brenta, poi sostituito nel Medioevo dalle acque del Naviglio interno, un ramo del fiume Bacchiglione. L'interramento del corso d'acqua nel 1959 coinvolse l'unica arcata ancora in vista. L'intervento di riqualificazione e valorizzazione della struttura realizzato dal 2008 permette oggi di apprezzare pienamente questo monumento.

VISITE GUIDATE. La struttura è nuovamente visitabile oggi grazie a una convenzione tra Comune, Legambiente-Salvalarte e associazione Arcadia. I volontari di Legambiente-Salvalarte garantiranno l’apertura del ponte ogni sabato (escluso il primo del mese) dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 18.30: le visite sono gratuite. Durante gli altri giorni sono possibili visite a pagamento su prenotazione per gruppi e scolaresche gestite dall’associazione Arcadia (visite a pagamento su prenotazione tel. e fax 049 836 43 63, e-mail arcadia@arcadia-web.it).


IL TOMBINAMENTO DEL NAVIGIO: UN GRAVE ERRORE DEL PASSATO. Per Katiuska Cemin volontaria di Legambiente-Salvalarte “la riapertura al pubblico di San Lorenzo è un’iniziativa a carattere civico, storico e culturale, ma, anche di forte valenza politica. Infatti quel ponte interrato con i tombinamenti del naviglio del 1959 è il simbolo di un modo sbagliatissimo di concepire lo sviluppo urbano, purtroppo ancora dominante nonostante i guasti prodotti siano ormai visibili a tutti, e che in nuove forme continua a riproporsi”.

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