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Cronaca Ponte San Nicolò

I vigili del fuoco individuano il corpo di uno dei dispersi

Si continua a pregare oggi 11 aprile a Ponte San Nicolò dove si stanno vivendo ore di ansia e preoccupazione per le sorti di Adriano Scandellari, una delle persone che mancano all'appello nella strage della centrale idroelettrica

È stato individuato dai sommozzatori dei vigili del fuoco il corpo di uno dei quattro dispersi nella strage di Suviana. La vittima, la quarta individuata, non è stata ancora estratta. A Ponte San Nicolò dove vive Adriano Scandellari, al momento disperso nel disastro della centrale idroelettrica in provincia di Bologna si continua a pregare anche se le possibilità di ricevere dall'inferno notizie confortanti si affievoliscono ogni minuto in più. Il sindaco Martino Schiavon, il parroco don Daniele Cognolato anche oggi 11 aprile sono sul posto per seguire da vicino le ricerche del concittadino. Adriano è una persona molto vicina agli ambienti della chiesa di Ponte San Nicolò e in parrocchia da oltre 24 ore è in corso una lunga preghiera per lui, i familiari e tutti coloro che lo conoscono e lo apprezzano.

Sciopero

«Anche a Padova, in seguito all’incidente sul lavoro presso la diga del bacino di Suvia nel bolognese, abbiamo deciso che lo sciopero di oggi, giovedì 11 aprile, raddoppierà le ore: invece che di 4, sarà di 8 ore. Ad essere coinvolti nel nostro territorio saranno circa 250 lavoratori impegnati nel Gruppo Enel». A comunicare la notizia è la Filctem Cgil di Padova che aggiunge: «Una decisione inevitabile visto che questa tragedia ci tocca anche da vicino, con un disperso e un ferito originari proprio della nostra provincia. Non si può continuare a far finta di niente, è necessario una forte presa di posizione contro questa autentica strage quotidiana». «Solo negli ultimi 10 anni – prosegue e conclude la nota della Filctem Cgil Padova – sono morti 17mila lavoratori a livello nazionale. È una cifra esorbitante, che lascia senza parole. Non si può più continuare ad andare avanti così, indignarsi per un giorno e poi ricominciare lasciando tutto uguale a prima. In questo modo la strage non finirà mai. Sono necessarie invece azioni forti, anche provocatorie, come quelle invocate nel corso dell’ultimo Congresso Regionale della Cgil Veneto, come, ad esempio, indire i funerali di stato per chi rimane vittima di un incidente sul lavoro insieme alla dichiarazione di lutto nazionale per ogni vittima. In questo modo diventerebbe impossibile continuare ad ignorarne l’enorme numero. Chissà che così si capisca che è ora di iniziare a fare qualcosa di concreto per interrompere questa interminabile scia di sangue».

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