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I cinque libri in gara

I cinque libri in gara

Premio Galileo 2016: scelti i cinque libri finalisti, premiazioni venerdì 6 maggio

Gli scienziati e gli esperti hanno scelto la cinquina che gareggerà nell'edizione del decennale del premio dedicato alla migliore editoria di divulgazione scientifica

Gli scienziati e gli esperti hanno scelto, ora tocca agli studenti di 67 classi quarte delle scuole superiori di tutta Italia, da Agrigento a Bolzano, decretare il vincitore del Premio Galileo 2016, giunto all’edizione del decennale.

I LIBRI. La commissione scientifica del premio dedicato alla migliore editoria di divulgazione scientifica ha discusso oggi pubblicamente a Padova la scelta dei cinque libri finalisti, selezionati durante quattro votazioni. Si tratta di "Il fantasma dell’Universo. Che cos’è il neutrino" di Lucia Votano (2015 Carocci), "Che ora fai?" di Till Roenneberg (2015 Dedalo), "Contro natura. Dagli OGM al “bio”" di Dario Bressanini e Beatrice Mautino, (2015 Rizzoli), "L’anima delle macchine" di Paolo Gallina (2015 Dedalo) e "Numeri" di Umberto Bottazzini, (2015 Il Mulino). Dai neutrini, all'orologio biologico che è in noi e che ci dice se siamo più o meno mattinieri, dal significato di un certo tipo di cibo che scegliamo nel piatto, all'importanza delle macchine e della tecnologia nella nostra vita, fino al significato e all'importanza dei numeri. Questi i temi dei cinque lavori: il vincitore dell’edizione 2016 sarà premiato venerdì 6 maggio al Palazzo della Ragione in un evento condotto dai giornalisti Marcello Veneziani ed Elisa Billato.


COMMENTI. "Il nome del premio, Galileo, ci ricorda che Padova è città della scienza – ha detto il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto, sottolineando poi l’importanza del binomio tra cultura scientifica e giovani: - La scienza è rigorosa, ma è soprattutto bella. Raccontarlo ai ragazzi, è un’operazione di “vaccinazione” con la quale ci proteggiamo da incidenti terribili. Serve cultura scientifica e il Premio Galileo è un’iniziativa straordinaria per diffonderla". il presidente della commissione, lo psichiatra, scrittore e sociologo Paolo Crepet ricorda: "Ho dedicato la mia vita proprio a divulgare quello che penso di aver capito. Per me è un ritorno a casa, in un luogo che ho amato. Sono convinto che il premio rappresenti e rappresenterà un punto di riferimento per autori ed editori, senza confini".

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