Attivisti in tribunale dopo lo sgombero: «Tutti liberi!», ma i due arresti sono convalidati

Una quindicina di manifestanti si è riunita fuori dal palazzo di giustizia dove si è celebrata la direttissima nei confronti dei due antagonisti arrestati giovedì mattina

li attivisti a lato del tribunale con lo striscione issato lungo via Tommaseo

Hanno atteso notizie sulle sorti dei "compagni" Martin e Marisol fuori dal tribunale con uno striscione che recitava «La lotta per la casa non si arresta. Tutti liberi». Erano una quindicina, attivisti dei collettivi di sinistra e del comitato Lotta per la casa. Il giudice ha convalidato l'arresto e scarcerato gli imputati.

Il sit-in e le accuse

Gli animi sembrano essersi placati rispetto a ieri, ma i giovani non hanno rinunciato a manifestare la propria solidarietà nei confronti dei due arrestati. Martin Freiberger e Marisol La Biunda Castellani sono accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale per aver colpito alcuni agenti nel corso dello sgombero di una famiglia africana da un alloggio Ater al civico 36 di via Palestro. Insieme al capofamiglia 47enne Maole a Maole Lumpungu hanno spintonato e preso a schiaffi e calci i poliziotti venendo poi prelevati dalla Digos. Alle 10.30 sono comparsi in aula per l'udienza di convalida del fermo con rito direttissimo. In strada i loro amici attendevano il verdetto.

Gli arrestati

I due sono riconducibili agli ambienti della sinistra padovana ed entrambi sono noti alla giustizia. Il 28enne Freiberger è vicino al collettivo ChinaTown attivo in Palestro e al comitato Lotta per la casa, mentre Castellani, 22 anni, era stata denunciata il 29 marzo scorso sul Liston al termine delle contestazioni contro il corteo di Forza Nuova e già nel luglio 2017 per gli scontri fra antagonisti e Celere in piazza delle Erbe. Al termine dell'udienza il giudice ha convalidato l'arresto e disposto la scarcerazione degli attivisti. Dovranno presentarsi quotidianamente in questura per rispettare l'obbligo di firma.

Le iniziative

Il sit-in è stato organizzato nel corso dell'assemblea pubblica di giovedì sera per decidere la linea di solidarietà da tenere verso i due arrestati e verso la famiglia sgomberata. Nei prossimi giorni sono in calendario altre attività, tra cui domenica un pranzo davanti all'alloggio sgomberato con una passeggiata in quartiere e un appuntament alla sede della Ulss6 di via Scrovegni per sostenere la famiglia Maole. Giovedì pomeriggio gli attivisti si erano anche presentati davanti alla questura.

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