ArcelorMittal Legnaro: continua il presidio dei lavoratori all'esterno della fabbrica

Le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento hanno deciso di continuare il presidio fuori dalla sede per tutto il tempo che la vertenza richiederà

A seguito dell’esito dell’incontro al ministero dello Sviluppo Economico in cui l’Amministratore Delegato ha preso altri 10 giorni di tempo per poter presentare il nuovo piano industriale e dopo l’assemblea che si è tenuta martedì, le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento ArcelorMittal di Legnaro hanno deciso di continuare il presidio fuori dalla sede per tutto il tempo che la vertenza richiederà anche perché non è ancora chiaro quando il lavoro sarà riavviato.

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Cassa integrazione

I lavoratori si alterneranno per garantire la sicurezza della struttura e per assicurarsi che nulla venga portato via dallo stabilimento. Nello stabilimento ArcelorMittal di Legnaro la produzione è stata ferma durante le due settimane appena trascorse e i lavoratori sono stati messi in cassa integrazione a zero ore. Al termine dell’incontro al Ministero, Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia hanno spiegato: «Per noi il tempo è largamente scaduto. Si devono usare questi dieci giorni per riportare ad una verificabile normalità le relazioni sindacali con il gruppo e i singoli siti. Bisogna garantire il riavvio delle produzioni possibili, delle manutenzioni indispensabili, del risanamento ambientale e quindi il rientro dei lavoratori in tutti gli stabilimenti del gruppo consentendo una gestione della cassa integrazione in rotazione e traguardando il mese di giugno. Per la Fiom è necessario mantenere lo stato di agitazione in tutti i siti per evitare il rischio i prossimi dieci giorni si trasformino in un semplice rinvio di responsabilità, a cui il Governo e ArcelorMittal non si possono più sottrarre».

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