Parla l'uomo denunciato per aver rubato il bancomat del prete: «Era d'accordo, pagavo le spese per i lavori»

Racconta la sua versione dei fatti il 41enne denunciato per furto: «Mi ha autorizzato don Francesco Resini, pagavo i materiali per fare i lavori in parrocchia». E racconta del rapporto creatosi con il religioso

«Non ho rubato nulla, è stato don Resini a darmi il bancomat e il suo codice per pagare i materiali dei lavori». È un fiume in piena il 41enne denunciato per furto e indebito utilizzo di carta di pagamento, accusato di aver rubato in diverse occasioni il bancomat del religioso e prelevato una cifra di 12.900 euro.

La sua versione

«Ci siamo conosciuti mentre facevo il volontario per un’associazione – racconta l’uomo – Aveva dei lavoretti da fare in chiesa e in parrocchia e mi ha chiesto se gli davo una mano. L’ho fatto volentieri, a titolo gratuito, mentre don Resini si incaricava di pagare i materiali». A quanto riferisce, i lavori da fare sarebbero stati la sistemazione delle 4 colonne da 6 metri con le basi, l’installazione di telecamere e allarme, la ristrutturazione dei banchi e altri piccoli lavoretti. «Per pagare i materiali che servivano, don Resini mi ha dato il suo bancomat e il codice, tutti i prelievi o i bonifici che ho fatto erano autorizzati e la maggior parte di questi avveniva in sua presenza». Gli acquisti in questione, secondo il 41enne, sono stati fatti in diverse ferramenta, alla Casa del colore di Conselve ma anche al bar Bazza di Terrassa e al ristorante Al Santo di Padova. «Ogni mattina spendevo nove euro per comprare i giornali e bere il caffè con lui – spiega – Gli facevo la spesa al Sigma e spesso, soprattutto durante il lockdown, gli facevo da mangiare, a pranzo e a cena. E mi sono segnato tutte le spese». Nella mattinata di domani, quando la stazione dei carabinieri di Bovolenta sarà aperta (il pomeriggio è chiusa per le restrizioni anti-Covid), ha intenzione di sporgere una contro denuncia. 

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Lo sfogo

«Ho commesso degli errori in passato ma ho pagato – dice, riferendosi ad alcune truffe – Le persone cambiano, è giusto dare una seconda occasione. Ho faticato tanto per redimermi, per diventare una brava persona. Durante la quarantena andavo a distribuire le mascherine alle persone anziane». L’accusa che muove il 41enne è grave: il rettore del Santuario di Terrassa sarebbe stato sorpreso svariate volte a rivolgere insulti a persone omosessuali, anche pesanti. E venire a conoscenza che l’operaio facesse parte di quel mondo lo avrebbe indotto a fare la denuncia per allontanarlo. O addirittura punirlo. «Non sono sicuro, ma potrebbe spiegare molte cose». A questo punto si attende la contro denuncia.

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