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L'incontro con i volontari della protezione civile

L'incontro con i volontari della protezione civile

Prima donazione nel 2016 di midollo osseo a Padova

Mercoledì mattina, è stato effettuato il trapianto dalle creste iliache da un padovano di 40 anni, Mirko Masiero, che ha così donato una parte di sé al suo gemello genetico in difficoltà

Arriva presto, nel 2016, la prima donazione di midollo osseo dell'anno per la città e per Admo, l'associazione donatori midollo osseo di Padova. Mercoledì mattina, è stato effettuato il trapianto di midollo osseo dalle creste iliache (con una notte di degenza in ospedale), da un padovano che tra un mese compirà 40 anni, Mirko Masiero, che ha così donato una parte di sé al suo gemello genetico in difficoltà. Si tratta di un paziente italiano pressappoco della stessa età del donatore di cui non si può conoscere l'identità per regole stabilite dal registro nazionale dei donatori.

IL DONATORE MIRKO. Quello che si sa invece è che Mirko, il donatore, abita a Torre e si è iscritto ad Admo, entrando quindi nel registro mondiale dei donatori di midollo osseo, nel 2010. Il che significa semplicemente che si è sottoposto, allora, ad un semplice esame del sangue. Il suo dna così è stato estratto e inserito nelle tabelle mondiali dei potenziali donatori fino a che, pochi mesi fa, è stato chiamato a sottoporsi ad altri esami medici per capire quale fosse la sua compatibilità con il paziente malato in attesa di trapianto e quali fossero le sue condizioni di salute. Assieme a lui sono stati richiamati “all'ordine” anche alti potenziali donatori in tutto il mondo, ma ce l'ha fatta il padovano a vincere questa battaglia di compatibilità midollare.

IL TRAPIANTO DALLE CRESTE ILIACHE. I medici padovani hanno deciso di effettuare il trapianto dalla creste iliache, le ossa del bacino da cui è stato estratto il midollo di Mirko con una siringa, per riuscire a donare più midollo possibile al ricevente, malato di leucemia, che altrimenti non avrebbe avuto altre possibilità di vita. Nella maggior parte dei casi, infatti, si preferisce il trapianto da aferesi, una separazione di cellule, che prevede una raccolta di sangue periferico che dura tutta una mattinata e la necessità di assumere una settimana prima dell’intervento dei farmaci con fattori di crescita, ma esclude il ricovero del donatore ed è ovviamente meno invasivo. Con il trapianto da creste iliache, un piccolo intervento, è necessario invece il ricovero per una notte (il mattino dopo è già possibile lasciare l'ospedale).

I NUMERI DI PADOVA. Con la donazione di Mirko, Admo Padova raggiunge il traguardo di 94 donazioni effettuate dal 1992 ad oggi. Nel 2015 sono state 3 le donazioni di midollo, 2 di queste sono andate a pazienti esteri, in Austria e Ungheria. Cinque le donazioni padovane nel 2014 di cui due per pazienti esteri.

L'INCONTRO ALLA PROTEZIONE CIVILE. Di Mirko e della sua donazione si è parlato anche martedì sera, il giorno prima dell'intervento, nella sede comunale della protezione civile di Padova in via Montà, associazione che ha voluto ospitare gli amici dell'Admo per una lezione di midollo e di dono a favore dei 119 volontari. “Perchè chi si sporca le mani con il fango non deve aver paura di un esame del sangue e ha nel dna il valore del dono”: queste le parole di un volontario della protezione civile già iscritto alle liste di Admo Padova, che purtroppo qualche anno fa non ha passato l'esame per la compatibilità midollare per un possibile ricevente.

BERGAMASCO. A sottolineare l'importanza di questo messaggio e dono, anche due testimoni padovani d'eccezione, già testimonial Admo di Padova, il campione di rugby Mauro Bergamasco e il campione olimpico di canottaggio Rossano Galtarossa, che hanno raccontato perchè si sono iscritti ad Admo alcuni anni fa. “Un compagno di squadra molti anni fa mentre giocavo al Petrarca si è ammalato di cancro - questo il racconto di Mauro Bergamasco - e tutti noi compagni abbiamo quindi deciso di tipizzarci e, anziché andare ad allenamento, siamo stati al centro trasfusionale per l'esame del sangue. Poi il nostro amico ce l'ha fatta, ma grazie ad un suo parente che gli ha donato il midollo. Da allora però cerco di fare tutto il possibile per divulgare il messaggio Admo ai più giovani.”

GALTAROSSA. Questo invece l'amore di Galtarossa per Admo: “Anche io - spiega Rossano - ho sentito parlare di midollo e di Admo per un compagno di classe che stava male, poi ho conosciuto mia moglie che lavorava proprio nel reparto di oncoematologia pediatrica e non ci sono state scuse. Era per me il momento di massimo agonismo ma i volontari Admo hanno organizzato tutto perché potessi tipizzarmi un giorno che mi trovavo a Padova per gli allenamenti. E da allora mi spendo per invogliare i più giovani a fare lo stesso visto che basta davvero poco”.

DONATORI PADOVANI. Accanto ai grandi campioni anche due eroi silenziosi e “normali”, Francesco Bononi papà di due bambini, residente a Rovolon, uno dei tre donatori dello scorso anno, anche lui dalla creste iliache, il quale ha raccontato l'esperienza fatta e la gioia che gli ha procurato donare il midollo. Un altro tipo di donazione meno invasiva l'ha raccontata anche Marta, moglie di Alfredo Drago, volontario della protezione civile di Padova, nonché tessera numero uno di Admo Padova. Marta 16 anni fa ha donato il cordone ombelicale dei due gemelli partoriti in ospedale a Padova. Due anni fa è stata contattata per ulteriori domande e per l'assenso alla donazione delle cellule staminali presenti nel suo cordone ombelicale e nella scelta ha potuto coinvolgere anche i gemelli, allora quattordicenni. “Peccato che molte donne non sappiano di questa possibilità di dono – ha detto Marta – forse viene fatta poca informazione in merito. Per noi è stata una gioia condivisa in famiglia”.

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