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Il vescovo di Padova Claudio Cipolla

Il vescovo di Padova Claudio Cipolla

Il vescovo Claudio Cipolla al carcere Due Palazzi: "Ho un debito con loro"

Domenica la prima messa del nuovo presule di Padova che ha scelto di portare il verbo di Dio tra i detenuti della casa di detenzione. Una scelta che arriva dal passato del monsignore, quando era direttore Caritas

Monsignor Claudio Cipolla, nuovo vescovo della diocesi di Padova, ha scelto il carcere Due Palazzi per celebrare la sua prima messa nella città del Santo. Erano circa 130 i detenuti che hanno preso parte all'omelia. Tra loro anche Francesco, 52enne pugliese, che domenica ha ricevuto i sacramenti della prima comunione e della cresima.

CARCERE. Mattinata di festa per la parrocchia del carcere, una parrocchia "scassatissima e di periferia" come l'ha definita don Marco Pozza, il cappellano del Due Palazzi, che ha presentato al vescovo "uno dei pochi posti dove il cristianesimo non è una circostanza; un ospedale da campo".

CARITAS. Un luogo che il vescovo Claudio Cipolla ha scelto perchè "ha un debito". Un debito che il monsignor ha verso tutte le persone che ha incontrato quando rivestiva il ruolo di direttore della Caritas di Mantova e che l'hanno aiutato a ritrovare fiducia e stima dopo un'esperienza molto difficile che "mi ha distrutto, anche spiritualmente", ovvero la morte improvvisa di un ragazzo durante un campo estivo.

PRIMA ACCOGLIENZA. Don Claudio viveva in un centro di prima accoglienza e lì ha avuto modo di avvicinarsi ai mille volti dell'umanità: "A tutte le persone che ho incontrato lì sono debitore - ha dichiarato - la differenza tra me e loro sono state le circostanze. Ma la bontà, la fiducia, le cose belle che ci sono nel cuore umano, c'erano in me e c'erano in loro".

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