Primo giorno di scuola anno 2013/2014: "Bentornati ragazzi!"

Il messaggio di saluto di Claudio Piron, assessore alle Politiche Scolastiche, Educative, Giovanili

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

“Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un
tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi sapranno sedere insieme
al tavolo della fratellanza”…

“Ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno
giudicati per il colore della pelle, ma per l’essenza della loro personalità”... (M.L.King, I have a dream)

Care ragazze e cari ragazzi,
in questi giorni i vostri volti tornano a brillare in ogni via, i vostri colori e le vostre risate spumeggianti
riempiranno ogni angolo della città. Vi incoraggiamo a vivere la scuola con entusiasmo, a dare il
meglio di voi, a crescere nell’amicizia e nella solidarietà con ogni persona.

Noi saremo accanto a voi e da subito vogliamo accompagnarvi con le parole di una delle più grandi
personalità che nel secolo scorso ha contribuito a cambiare il mondo!

A partire da due passaggi - tra i più alti e solenni - del discorso pronunciato da Martin Luther King a
Washington il 28 agosto 1963, alla “marcia per il lavoro e la libertà”. Sfilarono 250.000 persone,
bianchi e neri per la conquista dell’uguaglianza dei diritti civili. Meno di un anno dopo, il
presidente Johnson firmò la legge per i diritti civili. Da quel momento fu proibito discriminare nelle
scuole, nel lavoro, nei locali e sui mezzi pubblici.

Quell’indimenticabile “I have a dream” di M. L. King è diventato storia e resta un riferimento, una
speranza per milioni di persone che lottano per la libertà, la giustizia, i diritti fondamentali come la
salute, la casa, la scuola, il lavoro.

Dopo 50 anni, sentiamo necessario condividere ancora questo sogno con voi ragazze e ragazzi, i
genitori, gli insegnanti, gli educatori e tutta la comunità. E andare alle radici delle fondamentali
conquiste civili.

Oggi tocca a noi e tocca a voi dare un volto a quel sogno. Costruire quella “tavola della
fratellanza” e sedersi tutti intorno, tutti diversi, tutti ricchi di differenze, ma tutti figli della stessa
madre terra. E tutti “diversamente a scuola” per rigenerare le ragioni di una cittadinanza plurale,
per costruire un’Europa dei cittadini.

Settembre Pedagogico, Diritti più Umani, Giornata contro la pena di morte, Expo Scuola, Viaggi e
giornate della Legalità, Festival della Cittadinanza … saranno le nostre occasioni in cui conoscere le
situazioni di sofferenza e difficoltà, denunciare le situazioni di ingiustizia e lanciare in alto i nostri
sogni, progettare i futuri possibili, costruire mondi nuovi, accoglienti, inclusivi, dove ciascuno trovi
il proprio posto.

Proviamo allora - con gli amici del Centro Diritti Umani Università di Padova, Unicef Padova,
cooperativa E-Sfaira - a mettere qualche pietra alle fondamenta di questo sogno:
“ La cittadinanza, oltre che uno specifico diritto fondamentale, è la specificazione formale
dei diritti innati in ciascun essere umano, è l’attestazione anagrafica che la persona è “diritto
umano sussistente”. (A. Rosmini)

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di
ragione e di conoscenza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. (art. 1
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo)

“L’accoglienza non è condizionata dalla disponibilità della maggioranza a integrare una
minoranza, ma scaturisce dal riconoscimento del comune diritto alla diversità, una diversità che non identifica solamente la disabilità, ma comprende la molteplicità delle situazioni personali, così che è l’eterogeneità a divenire normalità”. (D. Ianes)
“Preferisco essere un sognatore fra i più umili con visioni da realizzare, piuttosto che il principe
di un popolo senza sogni né desideri”. (K. Gibran)

Proprio ciò che Malala Yousafzai, la ragazza pachistana sopravvissuta ad un attentato dei talebani perché difende il diritto all’istruzione delle bambine e delle ragazze, ci insegna e ci invita a perseguire. Vi suggerisco un brano del suo discorso all’ONU del 13 luglio u.s.

“Cari amici, il 9 ottobre 2012, i talebani mi hanno sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato ai miei amici, anche. Pensavano che i proiettili ci avrebbero messi a tacere, ma hanno fallito. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci. I terroristi pensavano di cambiare i miei obiettivi e fermare le mie ambizioni. Ma nulla è cambiato nella mia vita, tranne questo: debolezza, paura e disperazione sono morte; forza, energia e coraggio sono nati. Io sono la stessa Malala. Le mie ambizioni sono le stesse. Le mie speranze sono le stesse. E i miei sogni sono gli stessi.

Cari fratelli e sorelle, vogliamo scuole e istruzione per il futuro luminoso di ogni bambino. Continueremo il nostro viaggio verso la nostra destinazione di pace e di educazione. Nessuno ci può fermare. Alzeremo la voce per i nostri diritti e la nostra voce porterà al cambiamento. Noi crediamo nella forza delle nostre parole. Le nostre parole possono cambiare il mondo, perché siamo tutti insieme, uniti per la causa dell'istruzione. E se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo, cerchiamo di armarci con l'arma della conoscenza e di farci scudo con l'unità e la solidarietà.

Cari fratelli e sorelle, non dobbiamo dimenticare che milioni di persone soffrono la povertà e l'ingiustizia e l'ignoranza. Non dobbiamo dimenticare che milioni di bambini sono fuori dalle loro scuole. Non dobbiamo dimenticare che i nostri fratelli e sorelle sono in attesa di un luminoso futuro di pace. Cerchiamo quindi di condurre una gloriosa lotta contro l'analfabetismo, la povertà e il terrorismo, dobbiamo imbracciare i libri e le penne, sono le armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. L'istruzione è l'unica soluzione. L'istruzione è la prima cosa. Grazie".
 

Malala è la più giovane candidata al premio Nobel per la pace, come il trentacinquenne Martin L. K. nel 1964. Difensori dei diritti civili. Profeti della nonviolenza.

Pensiamo che la storia di Malala meriti essere conosciuta più da vicino e perciò nei prossimi giorni in ogni scuola primaria e secondaria di 1° grado consegneremo copia del libro “Storia di Malala”. Il diario di una ragazza curiosa che ha coniato uno slogan semplice, semplice: “mi piace studiare”. Ci può aiutare a capire quanto sia importante la scuola, lo studio, l’amicizia.
Grazie Martin. Grazie Malala, per la forza che ci date nell’assumerci l’impegno di mettere davanti a tutto i valori più grandi: la Pace, l’Eguaglianza, la Giustizia, l’Inclusione, l’Educazione.

Grazie Martin. Grazie Malala, per ricordarci che “Se si sogna da soli è solo un sogno. Se molti sognano insieme è l’inizio di una nuova realtà”. (F. Hundertwaser)

A voi ragazze e a voi ragazzi, ai vostri insegnanti, ai genitori e a tutte le persone che vi saranno accanto un grande augurio.
Grazie per le tantissime occasioni di crescita e di impegno che in questi dieci anni abbiamo condiviso, e per il forte invito all’ascolto, alla coerenza, al servizio umile e disinteressato.

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