Processi sospesi e udienze rinviate: anche il tribunale fa i conti con l'emergenza sanitaria

Il tribunale di Padova ha modificato il calendario di due procedimenti di rilievo, uno dei quali vede imputati gli ex vertici della prefettura e della cooperativa Edeco

Il tribunale di Padova

Rischi per la salute e difficoltà a raggiungere il capoluogo euganeo. Sono i motivi addotti lunedì da un avvocato romano che ha chiesto e ottenuto il rinvio di una sentenza con il favore dei colleghi e del giudice. Martedì salta anche il processo sullo scandalo della corruzione nella gestione dei migranti.

Richiesta accolta

Il palazzo di giustizia torna ad adottare misure straordinarie per il contenimento del rischio di contagio da Coronavirus dopo quelle adottate la scorsa settimana su direttiva del procuratore capo Antonino Cappelleri. Lunedì mattina in via Tommaseo era attesa l'udienza di un procedimento che vede sul banco degli imputati tredici persone accusate di bancarotta fraudolenta. Uno degli avvocati, giunto da Roma, ha presentato alla corte un'istanza per chiedere il rinvio dell'incontro spiegando di trovare complesso e rischioso raggiungere Padova in questo periodo. La richiesta è stata accolta e si tornerà in aula a fine marzo del prossimo anno.

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Processo "Business dell'accoglienza"

C'è però anche un altro appuntamento importante che slitterà di certo. É il processo cosiddetto "Business dell'accoglienza" che vede accusati a vario titolo di turbativa d’asta, frode nelle pubbliche forniture, corruzione, abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio e falso in atto pubblico sette fra i gestori della cooperativa Edeco (all'epoca Ecofficina) ed ex vertici della prefettura cittadina. Tra il 2015 e il 2017 avrebbero riempito all'inverosimile di migranti i centri di accoglienza (l'ex caserma Prandina a Padova e la base San Siro di Bagnoli) creando un vero e proprio monopolio che permetteva alla cooperativa di lucrare grazie all'appoggio della prefettura. La prima udienza era stata fissata per metà gennaio e all'ultimo momento rinviata al 3 marzo per un difetto di notifica. Lunedì è arrivata la conferma del nuovo stop al procedimento.

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