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"Amicizia" vigile-carrozziere: per il pm abuso d'ufficio, falso e truffa

Chiusa l'inchiesta sul rapporto tra due vigili del comando di Padova, tra cui l'ex comandante, che d'accordo con un carrozziere aveva intrapreso loschi affari: per gli indagati ora si aprono le porte del tribunale

Un'amicizia di vecchia data, che, con tutta probabilità, si era trasformata in un rapporto di affari illeciti: a finire nei guai l'ex comandante di Abano Terme, commissario e vice commissario del comando di polizia locale di Padova e un carrozziere titolare di un'officina proprio in città. Per tutti il pm ha chiesto l'accusa di abuso d'ufficio, falso e truffa.


AFFARI LOSCHI. Come riportano i quotidiani locali, la vicenda viene alla luce circa un anno fa quando nella scrivania dell'ex comandante di Padova vengono trovate delle denunce, per atti vandalici, non trasmesse in procura e riconducibili ad automobili di proprietà del carrozziere. Nell'indagine successiva, si scopre poi che lo stesso vigile, che aveva appena perso il lavoro ad Abano Terme, sarebbe stato assunto proprio nella carrozzeria. Un particolare che ha insospettito gli inquirenti i quali hanno poi scoperto che più volte il riparatore d'auto avrebbe chiesto allo stesso comandante anche il "favore" di cancellare alcune contravvenzioni. Multe e denunce "insabbiate", dunque, tutti gli affari "loschi" che sarebbero emersi e per i quali il pm ha chiesto l'accusa di abuso d'ufficio, falso e truffa. Tutti e quattro verranno con tutta probabilità rinviati a giudizio.

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