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Il Comune di Padova parte civile nel processo ai 4 attivisti del Gramigna

L'Ente si costituisce contro i militanti del centro sociale indagati per minacce al sindaco Zanonato, imbrattamento dei muri cittadini e detenzione di esplosivi. Oggi la prima udienza e il sit-in dei "compagni" davanti al tribunale

È giunta l'ora del processo per i 4 giovani attivisti del centro sociale Gramigna di Padova accusati di minacce al sindaco Zanonato, imbrattamento dei muri cittadini e detenzione di ordigni esplosivi. Oggi la prima udienza e, in concomitanza, davanti al tribunale, un presidio dei militanti del centro sociale in "solidarietà ai compagni".

NEL 2011: LE MINACCE A ZANONATO, LE PERQUISIZIONI E LE DENUNCE

IL COMUNE PARTE CIVILE. Su indicazione della giunta, il comune di Padova ha deciso di costituirsi parte civile contro gli indagati.

LE MINACCE A ZANONATO E LE ARMI. I fatti risalgono al 2011. Ad incastrare i 4 attivisti i filmati delle telecamere di videosorveglianza di negozi, banche, uffici e del centro storico di Padova che hanno permesso di identificare i volti dei responsabili delle frasi minatorie comparse in città nei confronti del sindaco "condannato" dal "Tribunale popolare antifascista" che indicava il "Decreto penale di condanna in nome della resistenza partigiana", richiamando formule e stili dei documenti eversivi di rivendicazione delle vecchie Br. A seguito di perquisizione, nelle loro abitazioni gli uomini della Digos avevano rinvenuto un intero arsenale di armi.

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