Beppe Signori in Tribunale: «Voglio dimostrare la mia onestà»

Processo per frode sportiva per la presunta combine della partita Piacenza-Padova del 2010. L’ex attaccante rinuncia alla prescrizione: «Voglio riabilitarmi per i miei figli»

«Ho cinque figli e voglio dimostrare a loro la mia onestà. Inoltre, se sarò assolto potrò rientrare a pieno titolo nel mondo del calcio». L’ex bomber Beppe Signori è stato infatti già radiato e squalificato dalla Federazione gioco calcio, ma intende affrontare la giustizia ordinaria. E’ iniziato il processo che vede imputato l’ex calciatore della Nazionale (e di Lazio, Bologna e anche Piacenza) Beppe Signori. L’attaccante ha rinunciato alla prescrizione, affrontando così un nuovo processo all’ombra del Gotico.

L'inchiesta

A darne notizia è "Il Piacenza". L’inchiesta, condotta dal pm Emilio Pisante, riguarda la partita Piacenza-Padova del 2 ottobre 2010 (terminata 2-2). Signori è accusato insieme ad altri di aver cercato di condizionare, in cambio di denaro, l’esito del match. Si tratta di un filone “piacentino” della nota vicenda giudiziaria sul calcioscommesse, che si era sviluppata a Cremona e che poi finì in prescrizione, che ha terremotato il calcio italiano nell’ultimo decennio. Signori si è presentato il 6 nella nostra città, difeso dall’avvocato di Bologna, Patrizia Brandi. Il giudice è Sonia Caravelli, mentre il pm è Antonio Rubino. Il commercialista, che venne accusato e poi assolto nell’inchiesta cremonese, ha spiegato che venne a Piacenza, nel gennaio del 2011, per discutere della situazione precaria del Piacenza Calcio, incontrando anche l’allora sindaco Roberto Reggi, la deputata Paola De Micheli e la famiglia Garilli. Dunque, dopo la partita con il Padova.

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