Giustificazione shock davanti al giudice: "Non sapevo che picchiare mia moglie fosse reato"

Queste le parole del 44enne nepalese arrestato a giugno dopo diversi episodi di violenza e minacce alla compagna. Lei, sottomessa psicologicamente, lo difende e non testimonierà

Una storia di percosse e violenze, condita dalla passione per l'alcol e il gioco d'azzardo e culminata con l'arresto di un 44enne dopo l'ennesimo pestaggio ai danni della moglie 26enne. Che però lo difende, lasciando emergere una situazione di disagio familiare ben più profonda, come riportano i quotidiani locali.

Sudditanza psicologica

Il 2 ottobre l'uomo è comparso davanti al giudice dopo il rinvio a giudizio e la sua giustificazione è stata il non sapere che in Italia la propria moglie non si può picchiare. Un fatto culturale, secondo l'imputato, una cosa assolutamente normale nel suo paese d'origine, il Nepal. E lo conferma l'atteggiamento della giovane compagna, che due settimane dopo l'arresto del marito, ospite con il figlioletto di pochi mesi in una struttura protetta, ha affermato di essersi ferita da sola. Un estremo tentativo di scagionare il marito, che però ha fatto partire una perizia psichiatrica che l'ha giudicata non in grado di testimoniare. Troppo succube dell'uomo, incapace di fornire una versione lucida.

La vicenda

Tutto è cominciato l'8 marzo, quando il 44enne ha fatto passare alla moglie una festa della donna terribile. Rincasato ubriaco dal Bingo dell'Arcella di cui era assiduo frequentatore, è bastato un pretesto per fargli colpire ripetutamente la donna alla schiena con una scarpa da lavoro. Terrorizzata, la 26enne aveva chiesto aiuto a un vicino e chiamato la polizia. Nonostante le evidenti prove, l'uomo se l'era cavata con una denuncia per maltrattamenti, evitando l'arresto perché incensurato. Arresto che è però arrivato tre mesi dopo: la notte del 10 giugno la scena si è ripetuta con una violenza ancora maggiore. Dopo l'ennesimo pestaggio e sotto la minaccia di un coltello, alle 2.40 la donna è fuggita in strada per salvarsi, dove l'hanno trovata gli agenti delle volanti ferita e tremante in zona San Carlo, con il figlioletto in braccio. Braccato mentre la cercava, il 44enne è finito in manette.

L'udienza

Mentre la donna e il bambino sono stati affidati a una comunità protetta, il marito è stato messo ai domiciliari in attesa del processo. Nel frattempo la moglie ha ritrattato, affermando di essersi procurata da sola le ferite alla schiena e al collo, arrivando addirittura a dire di aver provato a strangolarsi con le sue stesse mani. Parole che non hanno convinto il pubblico ministero, che ha richiesto la perizia psichiatrica. Strabiliante anche la giustificazione dell'uomo davanti al gup, che in lacrime ha dichiarato di non sapere che in Italia è reato picchiare la moglie. Ha aggiunto che in Nepal tutti i matrimoni sono combinati, come se ciò potesse rendere meno grave il suo gesto. Si attende ora la prossima udienza.

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