Processo Onichini, sentiti i carabinieri: sit-in venetista fuori dal tribunale di Padova

Venerdì pomeriggio sono stati sentiti dal pm Elena Ferrero i militari dell'Arma che la notte del 22 luglio del 2013 intervennero a Legnaro dopo che il macellaio 35enne ferì gravemente uno dei ladri che misero piede nella sua abitazione

In foto: Walter Onichini e la mobilitazione venetista all'esterno del tribunale (foto: Facebook)

Si sono dati appuntamento al tribunale di Padova dove venerdì pomeriggio era in programma un'altra udienza del processo a carico di Walter Onichini, il macellaio 35enne di Legnaro che nel luglio 2013 ferì gravemente uno dei ladri che misero piede nella sua abitazione, accusato di tentato omicidio.

SIT IN VENETISTA. Una trentina di indipendentisti capeggiati da Lucio Chiavegato hanno sventolato bandiere e cartelli per richiedere una legge sulla legge sulla legittima difesa "Siamo venuti per dare sostegno a Walter Onichini reo, secondo la legge italica, di aver difeso la sua famiglia dai banditi" spiega il leader del movimento Indipendenza Veneta, "indignato per queste leggi che tutelano i ladri".

I FATTI. La notte del 22 luglio del 2013 una banda di quattro persone avrebbe derubato il macellaio di 4mila auro, sottraendogli le chiavi del suo negozio e quelle dell'Audi. Walter Onichini avrebbe sparato ad uno di loro, un 25enne albanese, per poi caricarlo, agonizzante, nel bagagliaio della sua auto e scaricarlo in un fossato, gravemente ferito. La vittima, che avrebbe perso la funzionalità della mano destra, si sarebbe salvata per miracolo. Secondo il macellaio, la sua intenzione sarebbe stata quella di portare il ladro in ospedale, ma la questa versione dei fatti non troverebbe conferma negli esiti delle indagini svolte dagli investigatori.

CARABINIERI. Come riportano i quotidiani locali, venerdì sono stati sentiti i carabinieri intervenuti sul posto all'epoca dei fatti. "Quella notte sono arrivato sul posto e ho trovato Onichini seduto sul marciapiede - ha raccontato il luogotenente Giovanni Soldano, comandante della stazione dei carabinieri di Legnaro - mi ha fatto vedere i segni di effrazione in casa fatti dai ladri per entrare e mi ha portato in camera dove c’era il fucile a pompa che aveva usato. Nell’auto c’era sangue sul sedile, sul cofano e macchie pure vicino al cancello".

STRADA. E ancora, su espressa domanda del pm Emma Ferrero circa l'esatta strada dall'abitazione di Onichini per raggiungere l'ospedale, il comandante soldano ha risposto: "Per raggiungere il pronto soccorso di Piove di Sacco o quello di Padova Walter Onichini avrebbe dovuto raggiungere la vicina regionale 516, sarebbe stata la scelta più ovvia, invece è andato nella direzione opposta".

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