Profughi del Ghana a Vigodarzere: plauso della Prefettura

4 i profughi accolti lo scorso anno nell'ambito del piano di emergenza nazionale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Un inserimento lungo e per certi aspetti complesso, che però sta dando buoni frutti ed è stato apprezzato dal viceprefetto di Padova, Alessandro Sallusto. I 4 profughi accolti lo scorso anno da Vigodarzere nell'ambito del piano di emergenza nazionale coordinato dalla Prefettura di Venezia hanno un'età fra i 40 ed i 20 anni. I migranti sono stati seguiti per le loro esigenze logistiche e per le loro necessità di inserimento nel tessuto sociale da una cooperativa di servizi.

I ghanesi, che in Libia lavoravano come muratori, hanno seguito lezioni di italiano con un mediatore, hanno svolto qualche mansione non retribuita per il Comune e hanno anche seguito un corso di avviamento al lavoro.

«Fin da quando i quattro profughi ghanesi provenienti dalla Libia sono arrivati nel nostro territorio, l’Amministrazione comunale ha manifestato loro la concreta vicinanza della società civile di Vigodarzere e il suo pieno appoggio per un futuro di serenità e per l’avvio di queste persone a una possibile nuova esperienza lavorativa e di vita nel nostro paese – dice Valerio Scotton, assessore alle Politiche sociali del Comune di Vigodarzere –. Ora siamo soddisfatti dell’apprezzamento manifestato dal viceprefetto Sallusto per il lavoro svolto dall’Amministrazione e dai nostri uffici nell’accogliere e integrare questi profughi. Uno di loro ora ha trovato occupazione fissa in provincia di Modena, per gli altri tre resta la disponibilità del Comune, come è stato fatto finora, a offrire loro la possibilità di svolgere piccoli lavori di manutenzione e in generale incarichi utili per la collettività. Ci piace considerare la valutazione positiva della Prefettura come un segno di incoraggiamento alle attività sociali messe in atto dal Comune. Segno che il denaro messo a disposizione dallo Stato per le attività di accoglienza e inserimento sociale e culturale dei profughi (46 euro al giorno, Ndr) è stato speso fruttuosamente».

Torna su
PadovaOggi è in caricamento