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I profughi per le strade di Torreglia (fonte: Facebook)

I profughi per le strade di Torreglia (fonte: Facebook)

Profughi: fuga da Torreglia, sindaci Terme chiedono stop accoglienza

Quindici eritrei hanno cercato di scappare. Sono stati fermati dopo un'ora e condotti dove erano destinati. Cinque primi cittadini della zona lamentano che la vocazione turistica non è compatibile con la loro presenza

Da una parte i profughi che qui, in Italia, spesso non vogliono rimanere, avendo come obiettivo altri paesi del Nord Europa. Dall'altra alcuni sindaci che, di accoglierli, non ne vogliono più sapere. Succede nel Padovano.

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LA TENTATA FUGA. A Torreglia, un gruppo di una quindicina di migranti eritrei sono fuggiti lunedì sera dopo essere arrivati nella piazza del paese, portati con automezzi di una cooperativa che ha in carico la loro situazione. Rincorsi dai carabinieri e da personale della cooperativa, sono stati fermati dopo un'ora di ricerche tra le vie del piccolo comune dei colli Euganei. Alla fine i militari e gli operatori sono riusciti a convincerli e a riportarli nell'abitazione individuata per l'accoglienza.

I SINDACI. Lo stesso sindaco di Torreglia, assieme ai suoi omologhi confinanti (Abano, Teolo, Battaglia e Galzignano Terme) hanno sottoscritto martedì un documento, inviato al governatore del Veneto Luca Zaia, per chiedere il blocco dell'accoglienza ai profughi. "Per quanto riguarda i nostri comuni termali - si legge nel documento - si ribadisce che la vocazione turistica del bacino euganeo non è idonea ad ospitare masse di profughi, poichè i Comuni del distretto vivono di turismo. Non possiamo permetterci di intaccare la sussistenza stessa dei nostri cittadini". "Le chiediamo - aggiungono i sindaci, rivolti a Zaia - di prendere in mano la situazione presso il Governo e le Prefetture affinchè la questione dei profughi venga finalmente gestita in modo responsabile e senza scaricare su noi sindaci le colpe di una gestione politica nazionale completamente fallimentare".

ZAIA. L'appello ha sfondato una porta aperta con Zaia che, replica: "Nemmeno un profugo, non uno, deve essere inviato in nessuna località turistica. Se Renzi e Alfano vogliono distruggere la prima economia di questa Regione con 70 milioni di arrivi, migliaia e migliaia di posti di lavoro (anche per gli immigrati regolari che ospitiamo) e 16 miliardi di fatturato – aggiunge – hanno trovato la via più breve. Anche per i Prefetti – incalza il Presidente del Veneto -  è arrivato il momento di scegliere, perché i diktat contro la gente e gli amministratori che la rappresentano non farebbero altro che alimentare la già alta tensione sociale”.

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