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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca San Lazzaro

I rifugiati libici di Padova puliscono il San Lazzaro: la protesta

Proposto un inserimento lavorativo per quasi la metà dei profughi provenienti dalle coste libiche. Ma i rifugiati hanno chiesto più certezze e per rendersi utili hanno iniziato a pulire strade e aree verdi di un quartiere padovano

Sono circa 50 i rifugiati libici che occupano il giardino dell'ex scuola Gabelli di Padova, il centro d'accoglienza chiuso dal Comune, e dapprima ospitati nei locali dell'associazione Razzismo Stop. Un presidio iniziato sabato mattina per chiedere all'assessore ai Servizi sociali Fabio Verlato la riapertura temporanea del centro per far fronte alle emergenze abitative di almeno 25 persone. Ma la protesta diventa "attiva".

LE IPOTESI. Due le ipotesi avanzate da Verlato, riferiscono le associazioni: inserimento lavorativo per circa 20 rifugiati, attraverso l’assegnazione di borse lavoro della durata di 4 mesi, ma attivabili non prima di metà maggio e l'assegnazione di 5 posti letto nell'asilo notturno. E intanto i rifugiati, attendendo la risposta definitiva sulla fattibilità di quanto dichiarato dall'assessore, hanno deciso di mettersi al lavoro.

RIFUGIATI LIBICI: EMERGENZA NON CONCLUSA

PULIZIE AL SAN LAZZARO. Aspettando infatti il prossimo incontro con Verlato previsto per martedì 16, i rifugiati assieme ad alcuni attivisti delle associazioni che hanno sposato la loro causa si sono recati al quartiere San Lazzaro per impegnarsi nella pulizia delle strade e nello sfalcio delle aiuole volendosi rendere attivi per il territorio.

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