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I profughi giunti nei giorni scorsi in questura a Padova

I profughi giunti nei giorni scorsi in questura a Padova

Profughi, nuovi arrivi nel Padovano Scabbia, altro poliziotto infettato

Giovedì ne sono arrivati 48. Il sindacato di polizia Coisp denuncia che da mercoledì un altro agente "risulta infetto e si sta curando per aver contratto la scabbia durante un servizio inerente l'emergenza profughi"

Continuano incessanti gli arrivi di immigrati nel Padovano. Giovedì sono stati ospitati dalla questura per le pratiche di identificazione altri 48 profughi. Da giorni il sindacato di polizia Coisp sta denunciando la "mancanza delle elementari norme di salvaguardia e di tutela sanitaria del personale" e in giornata arriva l'annuncio che da mercoledì "a Padova un altro poliziotto risulta infetto e si sta curando per aver contratto la scabbia durante un servizio inerente l’emergenza profughi".

NUOVO CONTAGIO. L'agente, in base a quanto riferito dal Coisp, è in forza al Reparto prevenzione crimine Veneto di via D’Acquapendente. Subito sono scattati i controlli da parte del medico sanitario che ha convocato, per un’eventuale profilassi, tutti i poliziotti che in questi giorni hanno lavorato assieme al collega. Il sindacato ricorda gli altri due poliziotti della questura euganea che hanno contratto la scabbia, il ferimento da parte degli immigrati di cinque colleghi, di cui uno con arma da taglio, e gli agenti risultati positivi al test Tbc.

"SOSPENDERE MARE NOSTRUM". "Auguro una pronta guarigione al nostro collega - dichiara il segretario provinciale Loris Frison - sono vicino anche ai familiari che stanno pagando un disagio non per colpa loro ma perché siamo costretti a lavorare senza le elementari norme di tutela sanitaria. Affinché i cittadini capiscano le difficoltà che dovranno affrontare i parenti, possiamo immaginare le problematiche e le precauzioni che una famiglia deve osservare quando un proprio componente ha contratto la pediculosi. In questo caso stiamo purtroppo parlando di contagio da scabbia, un parassita ben più ostico. Così non si può più andare avanti - conclude - è ora di mettere la parola fine a questa situazione di precarietà e di pericolo comune. L’operazione 'Mare nostrum' deve essere sospesa almeno fino a quando l’Unione Europea invierà in Italia uomini, mezzi e fondi per far fronte a questa emergenza umanitaria".

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