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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Bagnoli di Sopra

Profughi in rivolta all'hub di Bagnoli, tensioni e cartelli:"Vogliamo incontrare il Prefetto"

Scoppia la protesta con cartelli e blocco delle entrate e delle uscite dalla caserma

Scoppia di nuovo la protesta dei migranti ospitati nell’hub di Bagnoli. Dalle 6 di mattina di lunedì gli oltre 800 ospiti della struttura hanno appeso dei cartelli e non lasciano entrare o uscire dalla struttura.

PROFUGHI IN PROTESTA A BAGNOLI (MAGGIO 2017)

CARTELLI. I richiedenti asilo vogliono parlare con il Prefetto che non ha intenzione di andare a Bagnoli. Sui cartelli appesi fuori si leggono alcune frasi. “Abbiamo bisogno del trasferimento di 15 persone alla settimana” o ancora “Non vogliamo più dei trasferimenti nei villaggi ma nella città” e poi “Vogliamo incontrare la prefettura, punto”. Sul posto a controllare che la situazione non degeneri i carabinieri e la Digos.

SINDACO PIVA. Sulla questione è interventuo anche il sindaco di Agna, Gianluca Piva:"I motivi della protesta sembrano legati ai trasferimenti e alle collocazioni dei migranti. Beh, che novità? I profughi protestano perché non vogliono stare a San Siro o a Conetta, la popolazione locale protesta perché non vuole questa mega strutture stracolme di persone, i sindaci abbandonati a sè stessi, direi che meglio di così non si può".

GOVERNO. "Io non so cosa stia aspettando questo Governo per rimediare a questa paradossale situazione, due hub a 5 km l'uno dall'altro. - sottolinea l'esponente di Fdi-An - Non capisco per quanto questa condizione insostenibile dal nostro territorio debba andar avanti e per quanto ancora noi dovremo subire le decisioni calate dall'alto".

RIAPERTI I CANCELLI. Nel primo pomeriggio, i richiedenti asilo ospitati nella ex caserma militare di San Siro hanno riaperto i cancelli dell'hub permettendo a una decina di persone che erano rimaste bloccate all'interno, tra operatori e volontari, di uscire. I profughi, circa un centinaio e quasi tutti di nazionalità nigeriana, chiedevano l'immediato trasferimento dalla base nelle strutture cittadine e lo stop di nuovi arrivi. La prefettura di Padova, che ha inviato un rappresentante a Bagnoli, ha assicurato il trasferimento di una quindicina di migranti a settimana.

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