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I profughi siriani nel cortile della questura di Padova (fonte: MeltingPot)

I profughi siriani nel cortile della questura di Padova (fonte: MeltingPot)

In Italia non ci volevano rimanere 50 profughi in fuga da Monselice

Cinquanta siriani arrivati a Padova dalla Turchia. In questura avevano rifiutato in blocco di farsi identificare. Erano stati accolti nella struttura del Venetian Hostel in provincia, ma se ne sono tutti andati

Sono "spariti". I 50 profughi siriani che nei giorni scorsi erano arrivati in questura a Padova e, in blocco, compatti, avevano rifiutato di farsi identificare, se ne sarebbero andati.

I PROFUGHI. Erano sbarcati in Italia, e poi erano arrivati in città, dopo un lungo viaggio in nave dalla Turchia: 40 uomini, 2 donne e 8 bambini. Gente che sapeva quello che faceva, e soprattutto come funzione la legge. Infatti, la normativa europea prevede che sia il paese dove avviene l'identificazione a provvedere al permesso di soggiorno, il che equivale a dire che i 50 profughi, una volta inseriti nell'iter, non avrebbero più potuto lasciare il paese. Ma la maggior parte di loro vorrebbe invece raggiungere il Nord Europa, per ricongiungersi con le proprie famiglie.

"SPARITI". Ebbene, come riportano i quotidiani locali, i 50 siriani sarebbero stati accolti dal Venetian Hostel, in via Santo Stefano a Monselice. Un gruppo non sarebbe mai neppure arrivato nella struttura. Altri invece avrebbero trascorso lì la notte, per poi allontanarsi il giorno successivo senza più farvi ritorno. La prefettura è stata avvisata della sparizione. La procedura prevede che i profughi vengano denunciati a piede libero per inosservanza della legge. Di fatto, sono liberi di andare dove vogliono.

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