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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Nuovi profughi in arrivo: caserme? Soluzione padovana non convince

Il Veneto accoglierà tra mercoledì e giovedì una nuova ondata di immigrati. Padova metterà a disposizione 2 caserme, ma il prefetto Domenico Cuttaia e il Comune non sono d'accordo: "Non in centro città"

Nel giro di massimo 48 ore, tra mercoledì e giovedì, è previsto l'arrivo in Veneto di altri 200 profughi. Lo ha annunciato il prefetto di Venezia Domenico Cuttaia al tavolo sull'immigrazione di mercoledì mattina a Ca' Corner. Oltre alla provincia lagunare e a Treviso, anche Padova impiegherà due delle sue caserme - sembrerebbe la Romagnoli a Chiesanuova e la Pierobon - come centri di primo smistamento degli immigrati.

L'AUSPICIO. "Si lavora per trovare una sistemazione immediata - ha spiegato il prefetto - che non gravi sulla cittadinanza, per i duecento profughi che sono annunciati in arrivo per le prossime ore". Proprio in questo senso è servito il tavolo regionale di mercoledì. L'auspicio del prefetto, infatti, è che si individuino delle strutture vicine agli aeroporti di Venezia, Verona e Treviso. In modo da agevolare trasferimenti e relativi controlli. Hub che però dovrebbero ospitare persone per 24 o al massimo 48 ore.

"NO" ALLA CASERMA PADOVANA. Al termine della riunione ne sarebbero state messe nel mirino, tra ex caserme ed ex scuole dismesse, sei: tre siti a Venezia (tra demaniali e comunali), uno a Treviso e due caserme a Padova. Ma per il capoluogo euganeo c'è un secco "no" del Comune. Anche il prefetto Cuttaia escluderebbe una delle due strutture: "Una di queste soluzioni padovane la escluderei, perché all'interno della città - ha spiegato, aggiungendo - se non ci fosse l'auspicata condivisione d'intenti, continueremo ad operare noi, come abbiamo fatto fin qui evitando qualsiasi impatto negativo con la popolazione. Se non si trova una soluzione inizieranno i problemi - ha poi concluso -  visto che, come questi migranti arrivano sulle coste, arrivano subito qui, sulla base di un criterio di ripartizione sul territorio nazionale che prevede una quota spettante al Veneto".

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