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Profugo spacciatore recidivo arrestato e subito libero, Bitonci: "21 milioni per accoglierli?"

Nigeriano in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari sorpreso a cedere marijuana viene subito scarcerato. La rabbia del sindaco di Padova e la polemica contro la Prefettura

Il personale del nucleo antidroga della polizia locale ha arrestato, in via frà Eremitano a Padova, un cittadino nigeriano sorpreso a vendere sei dosi di marijuana ad un  italiano. Si tratta di O.P., 26 anni, in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciato dalla questura di Torino nel giugno 2013 e valido fino a settembre 2016. Processato mercoledì mattina per direttissima, lo spacciatore, già finito in manette a Padova nel settembre 2014 per lo stesso reato, è stato condannato a 4 mesi di reclusione e ad 800 euro di multa e, contestualmente, rilasciato.

BITONCI. Ringrazio gli uomini della polizia locale - ha dichiarato il sindco Massimo Bitonci - che, come dimostra quest'ultima operazione, non demordono: nonostante le chiacchiere dei professionisti del buonismo, che parteggiano a priori per persone di cui, solamente a posteriori, conosciamo le reali intenzioni, come dimostrano i fatti descritti. Nonostante un sistema giudiziario che umilia tanto i magistrati, quanto gli operatori della sicurezza, perché non consente di mettere in carcere chi delinque. Nonostante il Governo e l'Europa dei dietrofront, che accolgono a braccia aperte delinquenti e molestatori, mentre donne e bambini che scappano dalla guerra affogano nelle acque del Mediterraneo. La prefettura di Padova ha stanziato 20 milioni di euro per la cosiddetta accoglienza dei clandestini, tanto quanto la pensione minima mensile di 40mila dei nostri anziani - ha aggiunto il sindaco - dimenticando che, probabilmente, molti di loro, come dimostrano continuamente le cronache, sono qui per commettere reati".

SEQUESTRO ALIMENTARI. Sempre la polizia locale, nei giorni scorsi, ha effettuato un sequestro amministrativo di una notevole quantità di prodotti alimentari in un negozio di viale cavalcavia Borgomagno. L’azione è giunta al termine di un controllo effettuato per verificare la corretta apertura del locale, la cui Scia (Segnalazione certificata d’inizio attività) era stata richiesta da C. O. A., socio accomandatario. I prodotti risultavano privi della regolare etichettatura, in particolare erano privi di etichetta riportante il nome e la ragione sociale, il luogo di origine e altro. La merce sequestrata è stata affidata al socio accomandatario presente nel negozio in attesa che vengano espletate tutte le regolari procedure per il dissequestro.

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