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Le banconote e i cellulari sequestrati nella "casa di piacere" di via Bembo a Padova

Le banconote e i cellulari sequestrati nella "casa di piacere" di via Bembo a Padova

Casa di piacere e accattoni nel mirino: sequestri e denunce

Giovedì pomeriggio la polizia locale ha sequestrato un appartamento a luci rosse in via Bembo a Padova. Sanzionati anche 3 uomini che elemosinavano tra via Scrovegni, via Berchet e l'incrocio della Stanga.

Per adescare i clienti utilizzavano siti web e alcuni quotidiani dove pubblicavano foto ammiccanti e recapito telefonico. Nel tardo pomeriggio di giovedì, la polizia locale ha messo sotto sequestro un appartamento in un condominio di via Bembo a Padova, nel quartiere Crocefisso, diventato una casa di prostituzione gestita da due ragazze cinesi.

LA CASA DI PIACERE. Segnalazioni ed esposti dei residenti hanno consentito alla polizia municipale di monitorare la situazione: le ragazze ricevevano dai 5 ai 10 uomini al giorno, la fascia d’età dei frequentatori andava dai 40 ai 70 anni, che pagavano fino a 100 euro per ciascuna prestazione. Al momento dell’irruzione nell’alloggio, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato i cellulari che le donne utilizzavano per gli appuntamenti, 700 euro in contanti che, dalle dichiarazioni delle due, risultano essere l’incasso degli ultimi giorni d’attività, oltre ad oggetti vari. La donna più anziana è stata indagata e denunciata dagli agenti per sfruttamento della prostituzione. L’indagine ora è nelle mani del procuratore della Repubblica del tribunale di Padova, Vartan Giacomelli.

ACCATTONI DENUNCIATI. Dopo giorni di appostamenti, seguiti a numerose segnalazioni di residenti esasperati, sono inoltre stati fermati, identificati e sanzionati tre accattoni di nazionalità rumena, che di giorno mendicavano tra via Scrovegni, via Berchet e l'incrocio della Stanga. Trascorrevano le notti nell'androne di un condominio di via Farini a Padova.  I tre, un sessantenne e due ventenni, erano soliti dormire, fino alle prime luci dell'alba, davanti ai garage di un condominio o nell'androne, salvo poi, durante le prime ore del giorno, spostarsi in via Tommaseo, nei paraggi di un pubblico esercizio non assistito, dotato di distributori automatici, che utilizzavano come latrina.

SAIA. Il sindaco Bitonci e l'assessore  alla polizia locale Maurizio Saia si sono complimentati con il reparto di polizia giudiziaria: "Purtroppo la normativa nazionale ci lascia senza strumenti – ha dichiarato l'assessore – ma, su  indicazione del sindaco, stiamo completando il nuovo regolamento di polizia urbana che ci aiuterà a rendere più efficaci i nostri interventi”.

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