Appartamento a luci rosse: escort di notte, impiegata "felicemente sposata" di giorno

La scoperta è stata fatta in un locale di Villatora di Saonara, meta di incontri a sfondo sessuale. Indagato per favoreggiamento e sfuttamento della prostituzione un imprenditore 48enne di Albignasego che aveva dato in doppia "concessione" il locale

I carabinieri della compagnia di Piove di Sacco hanno scoperto un fiorente giro di prostituzione all’interno di un’abitazione di Villatora Saonara, che da tempo era meta di incontri a sfondo sessuale per numerosi uomini locali di tutte le età. Sorpresa in piena attività di meretricio una insospettabile impiegata e denunciato il suo sfruttatore, un 48enne italiano.

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MADRE E MOGLIE FELICEMENTE SPOSATA.

Le indagini dei carabinieri di Legnaro sono scattate dopo aver raccolto una serie di indiscrezioni dai cittadini. I militari sono quindi intervenuti nel locale di via Vivai, a Villatora di Saonara, e hanno trovato all'interno un 54enne operaio della zona in compagnia di un'avvenente 43enne padovana in abiti succinti. L'uomo ha subito ammesso ai militari di essere un cliente della signora che aveva contattato dopo averne reperito il numero di telefono in un annuncio on line pubblicato su un sito di "escort" e con la quale si era accordato per un incontro a sfondo sessuale per la soma di 150 euro. La 43enne, un'insospettabile impiegata, residente in un Comune della provincia di Padova, ha confermato di svolgere di prostituirsi all'interno dell'appartamento  dal mese di gennaio 2017 precisando di essere felicemente sposata con figli. Ha inoltre dichiarato di percepire 150 euro per ogni prestazione e di incontrare in media 3-4 clienti al giorno, 5 giorni la settiamana, arrivando a guadagnare una media di 10mila-12mila euro al mese.

DOPPIA ATTIVITÀ.

L'appartamento è risultato essere dato in "concessione" alla donna da un imprenditore 48enne domiciliato ad Albignasego il quale percepiava dalla escort 2mila euro al mese. Le indagini hanno però portato alla scoperta che l'immobile era stato messo a disposizione anche di un'altra donna, una casalinga 42enne residente in provincia che anche lei era solita incontrare i clienti all'interno dell'appartamento. Per avere la disponibilità della casa, questa seconda prostituta versava 120 euro al giorno all'imprenditore. Le tariffe che applicava alle sue prestazioni erano in linea con quelle chieste dall'impiegata e anche qui il guadagno mensile andava oltre i 10mila euro. Sono state stimate varie decine di frequentatori, di varie età, professioni e stati civili.

APPARTAMENTO SOTTO SEQUESTRO.

Il proprietario dell'immobile forniva detergenti intimi e bevande per garantire il massimo confort ai clienti e metteva a disposizione una vasta gamma di accessori e indumenti sessuali, in grado di soddisfare i gusti più svariati. L'imprenditore è stato pertanto indagato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione mentre sulle porte dell'appartamento sono stati posti i sigili da parte dei carabinieri di Legnaro che hanno dato esecuzione al provvediemento di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale di Padova.

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