Giro di prostituzione sventato dai vicini: sfruttamento da 20mila euro al mese

Un'agenda fitta procacciava a una colombiana guadagni stellari favorendo la prostituzione di quattro connazionali. Era lei a organizzare gli appuntamenti via internet

Un bordello casalingo a due passi da uno dei centri commerciali più grandi della città. Un viavai di uomini che non è sfuggito ai vicini, che hanno permesso di portare a galla un giro di prostituzione gestito da una donna che sfruttava le sue connazionali.

I traffici illeciti

A capo dell'organizzazione una 32enne colombiana regolare in Italia, che ha devoluto il suo appartamento in affitto di via Martiri Giuliani e Dalmati a casa d'appuntamenti. All'interno quattro sudamericane di diverse età che quotidianamente ricevevano tra 8 e 10 clienti, procacciati con annunci su siti web di incontri gestiti dalla 32enne con la complicità di un'altra donna che i carabinieri stanno cercando di rintracciare.

Gli appostamenti e il blitz

A dare il via alle indagini sono stati i vicini di casa, a cui non è sfuggito l'andirivieni di uomini dall'appartamento del primo piano. Una serie di appostamenti e le testimonianze dei clienti hanno dato la conferma. Quando mercoledì pomeriggio si sono presentati alla porta, hanno sorpreso una delle prostitute che attendeva un cliente: la 51enne in abiti succinti aveva già preparato una delle quattro stanze attrezzate con letti, lettini per massaggi e giochi erotici. 

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La denuncia

Nessun dubbio sull'attività che si svolgeva nella casa, né sul fatto che la 32enne fosse a conoscenza di tutto. Le quattro colombiane le versavano 750 euro al mese per poter esercitare ed era lei stessa a pubblicare gli annunci online per le prestazioni, il che le è costato una denuncia per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

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Giro da migliaia di euro

I clienti, una decina al giorno, hanno tra i 35 e i 60 anni e in base alla prestazione pattuita pagavano da 50 a 100 euro. Con una media di 750 euro al giorno, il giro fruttava circa 22mila euro al mese. L'immobile è stato sequestrato e sulla porta d'ingresso ora campeggiano i sigilli delle forze dell'ordine.

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