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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca Piazze / Piazza Garzeria

Protesta davanti municipio contro il convegno "difendere la famiglia"

L'incontro in programma martedì nella sala Anziani con il patrocinio del comune di Padova ha scatenato la manifestazione dalla comunità Lgbtq e delle associazioni studentesche: "Alimenta pregiudizi e discriminazioni"

È Padova la prima città ad ospitare, martedì 17 marzo, nella sala Anziani in municipio, il convegno dal titolo "Difendere la famiglia per difendere la comunità", progetto promosso da "Il Talebano" in collaborazione con diverse associazioni pro vita e a sostegno della famiglia naturale, tra cui “Le manif pour tous Italia” e i circoli “Voglio la mamma”, che consiste nell'arrivare, entro fine anno, a un centinaio di comuni che ospiteranno l'evento. Patrocinato dal comune euganeo, a guida leghista, l'incontro aveva già attirato gli strali Convegno sulla famiglia in Comune a Padova, Zan: "Omofobo"
di Alessandro Zan
, deputato del Partito Democratico, fautore dei “Pacs alla padovana” ed ex assessore, che lo aveva definito un "convegno omofobo"
. Martedì sera, poi, dalle 19, la comunità Lgbtq (Lesbiche, gay, bisessuali, transessuali/transgender e queer) e le associazioni studentesche cittadine si sono riunite in piazzetta Garzeria, davanti a palazzo Moroni, per una manifestazione di protesta. Diverse le forze dell'ordine schierate per vigilare davanti al municipio.

Protesta contro convegno "difedere la famiglia"

LE RAGIONI DEI MANIFESTANTI. I promotori del sit-in puntano il dito contro un "convegno integralista che non solo alimenta pregiudizi, discriminazioni e offese per di più in un’ottica di allarmismo sociale, ma che riporta indietro l’orologio della storia. Noi crediamo che Padova - continuano - sia altro, crediamo che la storia pluridecennale padovana di associazioni, gruppi e cittadini che prendono parola sui propri diritti e sull’amministrazione della città sia una ricchezza preziosa che non solo non va dispersa, ma deve mostrarsi ogni qualvolta qualcuno intenda mettere in dubbio dignità e diritti. Riteniamo opportuno che il cuore di questa città e il palazzo comunale che non sono proprietà del sindaco - concludono - ma della cittadinanza tutta, rifiutino questa iniziativa e ritirino un patrocinio che mette in imbarazzo la città e offende una parte consistente delle sue cittadine e cittadini".

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