Cronaca

Caschetto per pazienti in chemio La raccolta fondi di Alì per lo Iov

108.928 euro sono stati donati da Marco Canella, direttore finanziario della catena di supermercati, all'Istituto oncologico Veneto. Il denaro raccolto andrà a finanziare un progetto per migliorare la qualità di vita delle pazienti oncologiche

L'assegno donato da Alì allo Iov (fonte sito www.alisupermercati.it)

Alìsupermercati, ancora una volta, tende la mano alla lotta contro il cancro. 108.928 euro sono stati donati da Marco Canella, direttore dinanziario di Alì spa, all'Istituto Oncologico Veneto IRCCS di Padova rappresentato dalla dottoressa Simona Bellometti, direttore sanitario, e dal professor Pier Franco Conte, direttore della Uoc Oncologia Medica 2.

PROGETTO. Il denaro raccolto dalla catena di supermercati padovana, sarà impiegato per finanziare un progetto della Uoc Oncologia Medica 2 dello Iov per migliorare la qualità di vita delle pazienti oncologiche. Il progetto prevede infatti l'acquisto di apparecchiature capaci di impedire la caduta dei capelli nelle donne che si sottopongono a chemioterapia.

GENEROSITÀ. La notevole somma donata è dovuta sia alla generosità dei clienti dei supermercati Alì e delle profumerie Unix, sia a quella dell'azienda stessa: infatti per metà proviene da numerosissime piccole donazioni fatte dai consumatori che hanno deciso di destinare allo Iov i punti della propria carta fedeltà e per metà direttamente da Alì spa. La cerimonia di consegna si è svolta nell'aula magna dell'Istituto oncologico Veneto di Padova.

PERDITA CAPELLI. Come è noto, la maggior parte dei farmaci chemioterapici hanno come effetto collaterale quello di danneggiare i follicoli piliferi. Di conseguenza, le persone che si sottopongono a queste terapie perdono totalmente o parzialmente i capelli nel giro di alcuni giorni o alcune settimane. Finora l'unica soluzione erano le parrucche ma, recentemente, sono usciti dalla fase sperimentale dei nuovi apparecchi in grado di impedire questo effetto collaterale della chemioterapia.

FUNZIONAMENTO. Mediante un apposito casco contenente un sistema di raffreddamento, indossato venti minuti prima dell'infusione di farmaci chemioterapici e mantenuto sul capo per tutta la sua durata, la temperatura del cuoio capelluto viene abbassata fino a 4 gradi circa. Si ha così una vasocostrizione superficiale: di conseguenza ai follicoli piliferi arriva pochissimo sangue e con esso scarsissime quantità di quei farmaci chemioterapici che li danneggerebbero. I follicoli si "salvano" e i capelli non cadono".

AIUTO AI PAZIENTI. Considerando che ogni anno si registrano 37mila nuovi casi di tumori mammari e che la maggioranza di questi vengono trattati anche con chemioterapia, "si comprende quanto possa essere larga l'applicazione di questo metodo - dichiara il professor Pier Franco Conte - autare una paziente e non perdere i capelli, significa difendere la sua riservatezza, il suo pudore, oltre che migliorare la sua qualità di vita e la sua percezione del corpo, con riflessi positivi anche sull'aderenza alle terapie e sull'umore".

SODALIZIO. Quello tra Alì e Iov è un binomio che va avanti da tempo: “Da ormai cinque anni abbiamo deciso sostenere con forza i progetti di ricerca contro il cancro e di umanizzazione delle cure dello Iov", afferma il responsabile affari generali di Alì spa Matteo Canella.

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