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Radicali e associazioni: “Il quarto decesso in carcere in due mesi”

In un comunicato a più firme, tra cui "Radiocarcere" e "Ristretti orizzonti", si punta il dito contro la reclusione in cella di tossicodipendenti che, anziché in carcere, dovrebbero trovarsi in "affidamento terapeutico"

Nella casa di reclusione di Padova, pur considerata una delle “migliori” d’Italia, è il quarto decesso negli ultimi due mesi e tutte le vittime avevano meno di 40 anni. Un detenuto si è impiccato, gli altri 3 sono morti per avere inalato del gas ed in questi casi è difficile capire se la loro intenzione era quella di uccidersi, oppure quella di ricercare lo “sballo” sniffando butano”.

Lo ricordano in un comunicato Radicali italiani, le associazioni “Il detenuto ignoto”, “Antigone”, “A buon diritto”, la redazione di “Radiocarcere” e “Ristretti orizzonti”, commentando l'ennesimo suicidio avvenuto ieri pomeriggio in carcere al Due Palazzi. Vittima A.G., 38 anni, originario di Salerno. Stava scontando una condanna, che sarebbe terminata nel 2014, per reati legati alla sua condizione di tossicodipendente.
 
“A termini di legge avrebbe potuto essere in “affidamento terapeutico”, invece era in cella, come altri 20 mila tossicodipendenti, ed in cella ha lasciato la vita – continuano i firmatari del comunicato - Tuttavia nella morte di A. c’è un elemento che fa riflettere e bene lo fa Elton K., detenuto al Due Palazzi, nella lettera che segue: Solo dieci giorni fa aveva visto morire uno dei due compagni di cella, anch’egli ucciso dal gas butano. Impossibile chiamarla “coincidenza”. L’unico sopravvissuto della famigerata cella del IV reparto adesso sarà aiutato? Oppure sarà destinato ad allungare l’interminabile lista dei “morti di carcere”?”.
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