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Ulss 15, al via la radiologia domiciliare: progetto sperimentale tra i primi in Italia

"Si tratta di un nuovo servizio che rientra in una logica di medicina di prossimità - spiega il commissario Domenico Scibetta - e che porterà le tecnologie nel territorio"

Dopo la fase di presentazione e di studio dei protocolli di sicurezza, l’Ulss 15 Alta Padovana, tra le prime in Italia, dà concretezza ad un servizio innovativo rivolto alle persone non deambulanti che possono programmare degli esami radiologici non urgenti. Da giovedì primo settembre entra in funzione la radiologia domiciliare.

A DOMICILIO. A darne notizia è il commissario della stessa azienda, Domenico Scibetta, che non manca di sottolineare la propria soddisfazione per l’inizio di un percorso destinato a modificare l’approccio al territorio della sanità padovana: “Si tratta di un nuovo servizio che rientra in una logica di medicina di prossimità e che porterà le tecnologie nel territorio e, più precisamente, permetterà di svolgere gli esami di radiologia convenzionale direttamente nel domicilio dei pazienti, attraverso l’utilizzo di attrezzature informatiche portatili, consentendo a pazienti in condizioni di disagio di poter effettuare gli esami radiologici necessari direttamente a casa loro o nelle strutture dove sono in cura".

RIDUZIONE COSTI. "Questa novità – sottolinea  il commissario dell’Ulss 15, Domenico Scibetta - è significativa anche per la riduzione dei costi derivanti dagli accessi impropri all’ospedale  oltre che per i comprensibili benefici dei pazienti e delle loro famiglie”.  Il progetto è coordinato dai primari delle radiologie di Camposampiero e Cittadella, rispettivamente Ernesto Bissoli e Luca Cancian in collaborazione, a livello territoriale, con Donato Di Dona, direttore del Distretto unico.

DONAZIONE. Fondamentale per la realizzazione del progetto è stato l’apporto della fondazione Cariparo per la generosa donazione che ha permesso l’acquisto della tecnologia indispensabile per far decollare il progetto nei due presidi ospedalieri. I servizi radiologici, infatti, ora sono completamente digitalizzati essendo dotati di un sistema informatico integrato Ris-Pacs, in grado di inviare e ricevere immagini radiologiche esterne all’unità ospedaliera stessa.

SERVIZIO. In una prima fase sperimentale, che durerà un semestre, il servizio sarà garantito ai pazienti provvisti di esenzione del ticket, che si trovano:
- in A.d.i. (Assistenza domiciliare integrata), compresi i pazienti seguiti dal nucleo cure palliative;
- in A.d.p. (Assistenza domiciliare programmata);
- degenti in R.S.A. con impegnativa di residenzialità e gli istanti in attesa di impegnativa;
- degenti in Hospice, in sezione stati vegetativi, in U.R.T. e in ospedale di comunità.

COSA. Potranno essere eseguiti a domicilio tutti gli esami radiologici standard (ad esclusione del Rx colonna e Rx addome) e gli esami radiologici programmabili (d’elezione), come detto non in regime d’urgenza.

COME RICHIEDERLO. La richiesta dovrà pervenire dal medico di medicina generale/medico curante della Rsa delle strutture intermedie. Nel caso in cui il medico radiologo ritenga necessaria la consegna urgente del referto, la segreteria della radiologia avviserà telefonicamente i famigliari del paziente per il ritiro. Altrimenti il ritiro potrà essere effettuato dopo i cinque giorni dall’esecuzione dell’esame. Le figure professionali che andranno a domicilio saranno due: un tecnico sanitario di Radiologia medica (Tsrm) e un personale di supporto per le operazioni tecniche.

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