Aggressione all'Arcella: il gioielliere rientra a casa. Ascom: «Serve la certezza della pena»

Poco ore dopo essere stato assalito da uno sconosciuto Ivano Galante è stato dimesso dall'ospedale. Mentre proseguono le indagini, istituzioni ed enti esprimono la loro solidarietà

«Non ho dubbi che le forze dell'ordine risolveranno il caso, a preoccuparmi è il fatto che poi il responsabile non riceva la pena che merita». É il commento di Patrizio Bertin, presidente di Ascom Confcommercio, in merito all'aggressione di martedì sera ai danni del 53enne Ivano Galante fuori dalla sua gioielleria di via Tiziano Aspetti.

Le indagini

Assalito all'angolo con via Lombardo da uno sconosciuto che lo ha malmenato e gli ha gettato in faccia del liquido irritante, il gioielliere era finito al pronto soccorso. Ai parenti aveva raccontato di essere stato rapinato del borsello, dettaglio che ora stanno vagliando gli agenti della questura incaricati delle indagini. Da chiarire anche la natura del liquido che ha provocato forte bruciore agli occhi della vittima, che in un primo momento non si escludeva potesse essere dell'acido. Mercoledì mattina il 53enne è stato dimesso e sarebbe in fase di recupero. Gli inquirenti stanno ora delineando i contorni della vicenda e cercando attivamente l'aggressore che sarebbe fuggito a piedi per le vie della prima Arcella.

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Ascom

Su questo punto - o meglio, su ciò che seguirà l'eventuale scoperta del colpevole - fa leva il comunicato diffuso da Ascom per manifestare la propria solidarietà a Galante. Il presidente Bertin lo ha contattato privatamente ricordando l'impegno dell'intero gruppo nella tutela dei commercianti, mentre pubblicamente chiede più severità e certezza nelle pene nei confronti degli autori dei crimini. «La criminalità è sempre un fatto drammatico per chi trova a subirla» ha specificato Bertin «Sono certo che le forze dell’ordine riusciranno a individuare il rapinatore, mentre ho seri dubbi sul fatto che poi gli venga comminata la pena che meriterebbe». Una richiesta, quella della certezza della pena, che da sempre Ascom fa proprio. «Auguriamo una pronta guarigione a Galante, ma altrettanto ci auguriamo che la gravità di questo episodio trovi una risposta esemplare, diversa da quella arrivata nel caso dell'ufficio postale distrutto a Piove di Sacco». Il riferimento va all'episodio di inizio gennaio, quando un uomo di origine straniera sfasciò gli interni delle Poste del comune della Saccisica venendo scoperto a soli due giorni di distanza mentre occupava abusivamente un immobile.

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