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Le immagini immortalate dalle telecamere di videosorveglianza della banca

Le immagini immortalate dalle telecamere di videosorveglianza della banca

Criminali trasfertisti, rapine "fotocopia" a Padova e a Monselice: due gli arresti

L'8 aprile scorso, due persone furono arrestate per avere rapinato la Cassa di Risparmio del Veneto di via Armistizio a Padova. Le stesse sono state ritenute responsabili anche del colpo, avvenuto il 4 aprile scorso, alla Banca Popolare dell'Emilia Romagna di Monselice

Martedì mattina, i militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia dei carabinieri di Abano Terme, in collaborazione con la stazione di Monselice, hanno notificato due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Padova Domenica Gambardella, nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, in concorso tra loro, di una rapina commessa alle 15 del 4 aprile scorso, alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna di Monselice. Si tratta di C.S., nato a Catania, 45 anni, coniugato, pregiudicato, già agli arresti domiciliari a San Pietro Clarenza (Catania), e di S.A.L., pure lui catanese, di 24 anni, residente a Mascalucia (Catania), celibe, pregiudicato, già ristretto alla casa circondariale di Padova.

LE INDAGINI. L'attività investigativa è stata svolta con il coordinamento del pubblico ministero incaricato Francesco Tonon, analizzando e confrontando le immagini registrate dal sistema di vigilanza a circuito chiuso della banca, che hanno immortalato i rapinatori in azione. Oltre ai due arrestati, sono in corso ulteriori indagini per identificare i complici. Si tratta di persone tutte dimoranti nel sud Italia, in particolare in Sicilia, che hanno la caratteristica di operare al Nord secondo l’ormai consolidato metodo dei cosiddetti "trasfertisti". L'input ad orientarsi su questa tipologia di criminali è stato dato dall'ascolto di alcuni testimoni, che hanno riconosciuto il dialetto siculo parlato dai malviventi.

UNA RAPINA ANALOGA. Inoltre, le attività investigative hanno beneficiato di un notevole impulso a seguito di una rapina commessa l'8 aprile scorso alla Cassa di Risparmio del Veneto, in via Armistizio a Padova, circostanza in cui vennero arrestati proprio C.S. e S.A.L.. In quell'occasione, infatti, era stato adottato un modus operandi molto simile a quello impiegato a Monselice: i malviventi erano entrati a turno nell'istituto di credito, tutti a volto scoperto, fatta eccezione per l'ultimo travisato con un fazzoletto in testa per non farsi identificare perché pregiudicato.

GLI ARRESTI. S.A.L. è stato raggiunto dal provvedimento mentre era già detenuto alla casa circondariale di Padova per lo stesso reato; C.S., che si trovava agli arresti domiciliari nella sua abitazione in provincia di Catania, è stato associato alla casa circondariale di quel capoluogo di provincia.

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