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La siringa usata dal rapinatore per minacciare le vittime

La siringa usata dal rapinatore per minacciare le vittime

Rapina locali pubblici "armato" di una siringa sporca di sangue: arrestato

Un pregiudicato padovano rapina due esercizi commerciali e poi assale un venticinquenne. Repentino l'intervento dei carabinieri di Vicenza: in manette il malvivente

Ore di paura in centro storico a Vicenza dove nella notte tra venerdì e sabato A.V., 35anni pluri-pregiudicato di Monselice ha messo a segno una serie di rapine ai danni di due locali pubblici sotto la minaccia di una siringa sporca di sangue, per poi assalire, in piazzetta Garibaldi, verso le 3 del mattino, un 25enne. Fermato da una pattuglia dei carabinieri proprio mentre era in corso la colluttazione con il giovane, il malvivente è stato prontamente fermato dai militari dell'Arma. Trasportato in caserma, i carabinieri hanno ricostruito la folle serata del criminale, anche sulla base di segnalazioni arrivate precedentemente alle forza dell'ordine.

SIRINGA SPORCA DI SANGUE. La sfilza di rapine inizia poco prima di mezzanotte. Il padovano, impugnando una siringa sporca di sangue entra prima in una ristarante in piazza Vescovado, dove minaccia il titolare e si fa consegnare l'incasso di 100 euro, e subito dopo in una pizzeria al taglio in contrà Lioy, estorcendo 40 euro con le stesse modalità. Passano alcune ore durante le quali, secondo il Comando Provinciale dei Carabinieri, il soggetto si reca probabilmente ad acquistare dosi di cocaina, facendone uso. Sono le 3 del mattino quando la pattuglia della radiomobile, già in zona, si accorge di una collutazione in piazzetta Palladio.

VIOLENTO. Protagonista è sempre il pregiudicato che, dopo aver avvicinato un barista vicentino 25enne intento a raggiunge la macchina dopo la fine del turno, lo costringe a farsi dare i soldi e il telefonino. Al rifiuto del giovane, scatta la rabbia del criminale che gli sferra un pugno in pieno viso. Solo il tempestivo intervento dei carabinieri impediscono il peggio. A quel punto scattano le manette e A.V. viene arrestato in flagranza di reato per “rapina aggravata e lesioni personali” e poi trasferito in carcere. La vittima dell'aggressione è invece ricorso alle cure sanitarie al San Bortolo, riportando un trauma al volto con ferita alla guancia sinistra guaribile in 15 giorni.

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