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Il fotogramma che ritrae il rapinatore in via San Biagio poco prima della rapina di martedì

Il fotogramma che ritrae il rapinatore in via San Biagio poco prima della rapina di martedì

Rapinatore seriale, indagini in corso per attribuirgli tutti i colpi

Investigatori al lavoro, dopo il fermo del 52enne senza fissa dimora reo confesso per l'episodio di martedì in via San Biagio ai danni di un 72enne, per incastrare l'uomo anche per le altre cinque rapine

Capelli brizzolati, alto un metro e ottanta circa, corporatura esile, Pierluigi C., 52enne di origini cremonesi, senza fissa dimora, l'autore reo confesso - "Ho fatto una cavolata" avrebbe dichiarato in questura subito dopo - solo dell'ultima violenta rapina ai danni di un 72enne pensionato in via San Biagio martedì a Padova, secondo gli inquirenti avrebbe tutte le carte in regola per essere il rapinatore seriale che da un mese ha seminato il panico in città, con altri cinque episodi simili commessi ai danni di altri anziani e donne.

IL VIDEO: Le telecamere riprendono il rapinatore mentre precede una delle vittime

IL FERMO NELLA NOTTE: Polizia blocca un 52enne - TUTTE LE RAPINE: 5 novembre - 29 ottobre - 25 ottobre - 12 ottobre - 7 ottobre - 5 ottobre

ABBIGLIAMENTO INCONFONDIBILE. Sottoposto a fermo di polizia giudiziaria con l'accusa di lesioni personali e rapina per il sesto episodio, gli investigatori ora cercheranno di dimostrare la sua colpevolezza anche per gli altri colpi. Già il 25 ottobre, quando una donna venne presa di mira in via Tirana, la telecamera aveva immortalato il presunto rapinatore: un uomo con una borsa a tracolla, pantaloni chiari e un giubbotto scuro. I sospetti si ampliarono così ai frequentatori della casa di accoglienza del Torresino, tra i quali c'è anche il 52enne, che indossa spesso gli indumenti e la borsa ripresa dalle telecamere di via Tirana.

IL COMMENTO DEL SINDACO ROSSI: "A Padova non c'è spazio per l'impunità"

TABULATI TELEFONICI. In occasione dell'ultima rapina in via San Biagio, oltre ai fotogrammi delle telecamere, ci sono anche i riscontri della presenza del fermato dai tabulati telefonici. Ulteriori approfondimenti sono in corso per trovare traccia della sua presenza anche nei frangenti in cui sono stati commessi gli altri colpi. Un'altra pista battuta riguarda l'individuazione di eventuali tracce biologiche riconducibili al 52enne dalle borse derubate a due delle vittime. Nei prossimi giorni, intanto, le vittime saranno chiamate a un riconoscimento fotografico del presunto rapinatore seriale. Per il caso del 12 ottobre a Ponte di Brenta, quando una donna venne rapinata dopo aver prelevato dal bancomat riportando una seria ferita alla testa, il magistrato ha richiesto una consulenza medico-legale per verificare se il colpo inferto poteva essere fatale e quindi se in questo caso possa essere contestato anche il tentato omicidio.

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