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Foto d'archivio

Foto d'archivio

Rapinatore seriale di transessuali a Padova con l'aiuto della fidanzata

I carabinieri hanno concluso una lunga indagine che ha consentito di stringere le manette ai polsi di un 33enne italiano, di origini nordafricane, che avrebbe messo a segno svariati colpi dal settembre 2014 ad oggi

Agiva con l’appoggio della sua fidanzata. Decine le rapine che avrebbe messo a segno dal settembre del 2014 ad oggi a Padova e delle quali dovrà rispondere davanti all'autorità giudiziaria. L'uomo prediligeva come vittime i transessuali che si prostituivano in città.

RAPINATORE SERIALE. Si tratta di Marouen N., 33enne italiano, di origini nordafricane, arrestato dai carabinieri del comando provinciale a conclusione di una lunga indagine svolta dai militari della stazione di Limena. Almeno una decina i colpi al vaglio degli investigatori.

RAPINA AL TRANSESSUALE. Le indagini erano scattate nel settembre 2014, quando un travestito, solito frequentare la zona industriale di Limena, denunciò di essere stato vittima di una rapina perpetrata da un uomo e una donna. Lei sarebbe rimasta in auto, una Fiat 600, lui invece sarebbe smontato, con la scusa di concordare una prestazione. Dopo avergli sottratto le chiavi dell'auto, gli avrebbe puntato una pistola alla testa, facendosi consegnare il portafoglio.

IL "PASSAPAROLA" TRA I TRANSESSUALI. La descrizione fornita dal malcapitato era stata molto accurata. Ulteriori indizi erano emersi dalle testimonianze di altri transessuali tra cui c'era stato un efficace passaparola. I militari erano quindi riusciti a risalire alla vettura impiegata dai rapinatori. I due, infatti, hanno continuato a girare in zona per colpire ancora, ma le potenziali vittime erano ormai molto più guardinghe, dopo quanto accaduto al "collega".

UN VOLTO NOTO. Da ulteriori verifiche sulla banca dati e da controlli incrociati, è stato possibile risalire agli occupanti abituali del mezzo "incriminato", tra cui, appunto, un uomo che rispondeva all'identikit fornito dal rapinato. Si tratta di un personaggio molto noto alle forze dell'ordine, soprattutto ai carabinieri di Selvazzano, dove risiede con la compagna, R.B.F., denunciata, visti i suoi innumerevoli precedenti per reati contro il patrimonio. 

LA RAPINA ALL'HOTEL MARITAN. Le informazioni raccolte e le abitudini di vita del sospettato non hanno lasciato spazio ai dubbi. Gli investigatori hanno dunque richiesto al pubblico ministero Orietta Canova, titolare dell'indagine, di valutare l'applicazione di una misura cautelare. Da ulteriori indizi, gli uomini dell'Arma di Limena hanno ritenuto di poter individuare nell'individuo l'autore anche della rapina avvenuta, nella notte del 7 gennaio 2015, all'hotel Maritan. In quell'occasione, il malvivente, armato di un pezzo di ferro, aveva tentato di impossessarsi dell'incasso, ma era stato costretto alla fuga dalla reazione del portiere dell'albergo. 

FURTI NELLE CHIESE. Questa ulteriore corrispondenza ha convinto il gip Domenica Gambardella a disporre il provvedimento di custodia cautelare in carcere. Sono ancora una decina i colpi che i carabinieri stanno esaminando e che potrebbero essere riconducibili alla medesima mano, tra cui alcuni furti messi a segno nelle parrocchie della provincia, due dei quali risulterebbe coinvolto il 33enne dato che in casa gli sono stati trovati due offertori delle chiese di San Giuseppe a Padova e di Bresseo di Teolo, tagli col flessibile per svuotarli dei soldi. 

IL TENENTE FRANCHINI ILLUSTRA L'OPERAZIONE:

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