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Narcotizzava anziani per derubarli: 70enne condannata a due anni e quattro mesi

La condanna è relativa ad un singolo episodio di rapina, avvenuto nella provincia di Padova, ma la donna sarebbe responsabile di altri dodici fatti analoghi

Carpiva la fiducia delle proprie vittime per poi somministrare loro sedativi e derubarle. C.M.P., 70 anni, è stata condannata a due anni e quattro mesi per un episodio avvenuto nel Padovano ai danni di un'anziana. In quell'occasione, le due donne si sarebbero incontrate per una birra: C.M.P. avrebbe diluito il farmaco nella bevanda dell'amica, che si sarebbe poi addormentata in auto. A quel punto, la 70enne le avrebbe sfilato i soldi, finendo, però, per essere arrestata poco dopo, in flagranza di reato.

ALTRI DODICI EPISODI. La condanna, come riportano i quotidiani locali, arriva a seguito delle indagini relative a questo singolo episodio, ma si presume che C.M.P. sia responsabile di altri dodici casi di rapina e furto, sempre ai danni di persone ultrasettantenni. La rapinatrice prima studiava la possibile vittima e ne carpiva la fiducia, poi la distraeva per somministrarle una forte dose di medicinali che la rendevano inerte e, infine, la derubava di soldi o delle tessere bancomat, utilizzandole per prelievi fraudolenti. I fatti sono accaduti nelle province di Vicenza, Padova e Venezia, e sono andati avanti fino a quando la donna è stata arrestata in flagranza di reato dopo l'ennesima rapina, per la quale ora è arrivata la condanna. Al momento dell'arresto la donna aveva con sé il flacone di benzodiazepina utilizzato per drogare le sue vittime, per il quale possedeva una regolare ricetta.

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LA PASSIONE PER IL GIOCO. A far partire le indagini furono i carabinieri di Brendola che, meticolosamente, riuscirono a collegare alcuni strani casi di denuncia di smarrimento del bancomat avvenuti tra luglio e ottobre. Nella maggior parte dei casi, gli anziani che avevano smarrito le loro tessere non ricordavano nulla di quanto accaduto. A spingere la donna sarebbe stata la passione per il gioco: dopo ogni rapina, infatti, la predatrice correva a giocare quanto prelevato o rubato alle sue vittime. In caso un ultrasettantenne sarebbe stato agganciato all'interno del casinò di Venezia: la donna lo aveva drogato e riaccompagnato a casa. Una volta liberatasi di lui e aver prelevato, era tornata all'interno delle sale da gioco, sperperando i soldi dell'anziano.

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