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I rapinatori in azione, anche travestiti da donna

I rapinatori in azione, anche travestiti da donna

Sgominata banda dedita a rapine, furti e spaccio: arresti e perquisizioni a tappeto

Cinque arresti e altrettante misure cautelari eseguite nei confronti di italiani, tra i comuni di Cittadella, Padova, Vicenza e Ferrara. Sequestrate armi, rilevatori di microspie, parrucche, droga e travestimenti utilizzati per le rapine

Vasta operazione dei carabinieri della compagnia di Cittadella, alle prime luci dell'alba di martedì. Cinque le persone arrestate (di cui una ai domiciliari), e altrettante quelle sottoposte ad obbligo di dimora, tutte di nazionalità italiana, tra i comuni di Cittadella, Padova, Vicenza e Ferrara. Destinatari delle ordinanze sono i componenti di una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine, furti e ricettazione, oltre che allo spaccio di sostanze stupefacenti. Trentacinque perquisizioni domiciliari e personali fino ad ora eseguite.

VIDEO: Il blitz dei carabinieri

CRIMINALI DI "RAZZA". Sequestrate armi, parrucche, droga (60 grammi di coca e 100 di hashish dall'elevato principio attivo) e travestimenti utilizzati per le rapine, nonché rilevatori di microspie e altro materiale da "controintelligence" come disturbatori e inibitori di frequenza, a dimostrazione dell'alta professionalizzazione del gruppo criminale che, come nei migliori film d'azione, nei sopralluoghi prima dei colpi cronometravano i tempi di fuga. Rinvenuta anche un'auto di grossa cilindrata, rubata per commettere rapine già pianificate.

"LA SPADA NEL CUORE". L'indagine - denominata "La spada nel cuore", uno dei brani più famosi interpretati da Little Tony, per via della canzone scelta dai banditi come sottofondo ai loro dialoghi in auto con l'intento di disturbare le intercettazioni degli investigatori - prende avvio nel febbraio del 2015, a seguito di una rapina aggravata perpretata ai danni della filiale della Monte dei Paschi di Cittadella, fruttata un bottino di 50mila euro. Tramite il repertamento di tracce biologiche, riprese foto-video, ausili tecnici, comparazioni delle riprese dei sistemi di videosorveglianza e più tradizionali servizi di osservazione, controllo e pedinamento, i militari dell'arma sono riusciti a ricostruire l'intero organigramma del sodalizio criminale, costituito da soggetti con precedenti e pregiudizi penali che lavoravano secondo uno schema predefinito, con ruoli e competenze.

CARABINIERI NEL MIRINO. Nello specifico, i carabinieri scoprono che il capo della banda, Christian Visentin - 35enne residente in centro a Cittadella, a due passi dalla caserma e sorpreso ad osservare gli stessi militari con il binocolo per tenerne d'occhio i movimenti - aveva avuto modo di fare amicizia e mettersi poi in "società" con Paolo Paralovo, 45enne residente in provincia di Ferrara e molto abile nei travestimenti, nonché sconosciuto nel Padovano, e per questo utilizzato nei colpi realizzati in zona.

SPACCIO PER FINANZIARE I COLPI. Nel complesso, tra il febbraio e l'ottobre del 2015, l'imputazione riguarda 3 rapine aggravate, 5 furti aggravati e ricettazione di orologi di marca, oltre che un'attività di spaccio ad una vasta "platea" di assuntori dell'Alta padovana e della provincia di Treviso. Nonché un episodio di estorsione, concretizzatosi con l'incendio di tre auto e nell'esplosione di alcuni colpi di arma caricata a salve a residenti nel Cittadellese in ritardo nel saldare i propri conti con la droga. Lo spaccio, nelle molteplici attività del gruppo, serviva per finanziare il materiale utile ai colpi. Le rapine, oltre a quella in banca a Cittadella, sono una tentata a marzo in una gioielleria nel Ferrarese e un'altra tentata ad aprile al Credito Valtellinese a Cittadella. Per quanto riguarda i furti, svariati quelli messi a segno o tentati su auto in sosta, auto poi utilizzate perlopiù per commettere le rapine, nonché il furto su commissione ad aprile in un negozio di animali esotici a Castello di Godego, nel Trevigiano.

IL GERGO. "Andiamo a fare una doppietta", ovvero a fare due colpi, uno dopo l'altro, questo un esempio di dialogo in codice utilizzato tra i banditi che chiamano i carabinieri "bedi" e "gagi" tutte le persone che non sono nomadi, dato che la maggior parte del gruppo criminale è di origini rom. Di quelle nuove generazioni che non abitano più in roulotte, ma in case, stanziali.

I COMPONENTI DELLA BANDA. Per il capo, Christian Visentin, è scattata la custodia cautelare in carcere. Idem per Paolo Paralovo, l'uomo dei travestimenti. Dietro le sbarre sono finiti anche Davide Cavazza, 45enne di Loreggia, e Daris Orlando, 41enne domiciliato sempre a Loreggia. Domiciliari invece per A.S., 38enne di Cittadella. Obbligo di dimora a Cittadella per due 31enni, donne, L.D. e K.R., e per due uomini di 30 anni, A.M. e C.G. Divieto di dimora nella provincia di Padova invece per D.V., 48enne domiciliato a Ferrara.

IL BLITZ DEI CARABINIERI:

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