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Meno reati, ma furti in casa +18% "Polizia intercomunale a Padova"

Secondo la classifica de Il Sole 24 Ore, la provincia euganea è al 22° posto per numero di reati denunciati nel 2013, in calo dello 0,4% rispetto al 2012. Preoccupano i predoni delle abitazioni. Bitonci: "Fronte comune"

In leggerissimo calo (-0,4%) il numero dei reati denunciati a Padova nel 2013, rispetto all'anno precedente. La provincia euganea, secondo la classifica stilata da "Il Sole 24 Ore", è 22esima a livello nazionale, seconda in Veneto dopo Venezia. Se diminuiscono i reati a livello complessivo, preoccupante è il dato relativo al numero di furti nelle abitazioni: in aumento del 18%.

I DATI. Sono 46.372 i reati denunciati nel 2013 nel Padovano, con una media di 4.953 ogni 100mila abitanti. Andando a guardare gli indicatori parziali che hanno concorso alla graduatoria generale, spicca quel +18 alla voce "furti in casa". Qui Padova è 34esima (504 furti ogni 100mila abitanti). In aumento anche il numero di rapine (+15,3%) e quello di truffe e frodi (+32,2%), anche se, in quest'ultima tipologia di reati, nonostante l'incremento, Padova è bassa in classifica, al 60° posto. In calo, invece, il numero dei borseggi (-6,3%).

BITONCI. Il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, ha commentato in particolare il dato relativo ai furti nella abitazioni, guardando con preoccupazione a quel +18%. “La nostra giunta si è insediata da cinque mesi e sta lavorando per riportare sicurezza e legalità in città – spiega Bitonci – i predoni, tuttavia, non conoscono confini e operano indifferentemente in centro come in periferia e nel resto della provincia, spostandosi rapidamente, contando su alloggi di fortuna che vengono occupati abusivamente e utilizzati come deposito di strumenti e refurtiva. Lo sgombero dell'appartamento di un'anziana signora in via Vittorio Veneto, devastato da alcuni tunisini, arriva qualche giorno dopo la scoperta, a pochi metri di distanza in linea d'aria, lungo strada Battaglia, di un ricovero di predoni moldavi, improvvisato all'interno di un ex locale pubblico".

POLIZIA INTERCOMUNALE DELLA GRANDE PADOVA. "Di fronte a questa emergenza - prosegue - occorre fare squadra: proporrò ai sindaci dei comuni contermini, senza ulteriori spese né oneri, senza creare nuovi carrozzoni, senza interferire con il lavoro delle forze di polizia e dei carabinieri, ma anzi valutando insieme ulteriori e proficue forme di collaborazione, di creare una rete di polizia intercomunale della Grande Padova, che si occupi di controllo del territorio, sgombero di locali occupati abusivamente, lotta alla criminalità e all'immigrazione clandestina. A proposito di quest'ultimo punto, ricordo che è stato il Governo, in concorso con il Movimento 5 Stelle, a ridurre le nostre possibilità di combattere un fenomeno che è correlato a quello dell'aumento dei reati, anche predatori. Ecco perché servono nuove soluzioni”.

SCAMBIO DI SERVIZI, NO CONSORZIO. "Sono in contatto con alcuni sindaci della Provincia – interviene l'assessore alla Sicurezza Maurizio Saia – L'idea di creare un servizio intercomunale di polizia locale è condivisa sia dalla nostra giunta, che da quelle di alcuni Comuni vicini. Ne ho già parlato con il nuovo comandante Antonio Paolocci, che già conosce questo tipo di esperienza e i suoi meccanismi. La formula non potrà essere quella del consorzio: meglio uno scambio di servizi, che consenta di svolgere, oltre a pattugliamenti notturni, delle vere e proprie operazioni su tutto il territorio della Grande Padova – conclude Saia – Quello del sindaco è un appello che condivido: lavoriamo insieme per difendere i cittadini".

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