Cronaca

Calo reati ad attività commerciali Tra il 2014 e 2015 scesi a -23,2%

Sono 504 gli atti criminosi censiti in provincia nei primi 6 mesi dell'anno dall'Osservatorio della Confesercenti di Padova. Più colpita l'Alta. Aumentano gli atti nei bar, nei centri commerciali e nelle banche

"Finalmente si respira. Dopo anni in cui il trend degli atti criminosi era sempre in aumento, oggi vediamo un calo che ci riporta al 2010". È il soddisfatto commento del presidente della Confesercenti di Padova, Nicola Rossi, rispetto ai 504 reati censiti in questi primi 6 mesi del 2015 dall’Osservatorio economico dell'associazione di categoria contro le attività della provincia, attraverso le segnalazioni dei commercianti, gli organi di informazioni e le denunce alle forze dell'ordine. Un dato positivo se confrontato al primo semestre 2014, quando ne furono registrati 656.

-23,2%. Marzo rimane il mese più colpito (95) seppure con una riduzione (151 nel 2014). Dato in controtendenza invece per giugno, che regista 21 atti in più rispetto al 2014. Nel complesso, la variazione tra 2014 e 2015 è di -23,2% Tra Padova e la cintura urbana si registrano -135 atti criminosi. Come negli anni scorsi, ad esclusione di Padova e della cintura urbana, rimane l’Alta padovana ad avere il primato negativo, seppure anche qui si registra un calo, - 28 atti. Le attività commerciali sono sempre le più colpite, ma crescono, di almeno 3 punti percentuali, le attività criminose a scapito dei pubblici esercizi. Aumentano gli atti nei bar, nei centri commerciali e nelle banche, e diminuiscono quelli nei negozi di abbigliamento. 

TIPOLOGIE DI REATO E DANNI. Come per gli anni precedenti, sono soprattutto i furti, prevalentemente ad opera di piccole bande o singoli individui, gli atti che avvengono maggiormente. Nel 40% circa dei casi le attività subiscono un danneggiamento grave (vetrina spaccata o sfondamento, scaffali, porte, cassa) con una spesa media che va dai 1.500 ai 5mila euro. Mentre nel 60% il danneggiamento è meno grave (rottura di serrature, piccole forzature, finestre) con una spesa media che va dai 500 ai 1.500 euro.

INVOCATA CERTEZZA PENA. "Riteniamo che la risposta delle forze dell’ordine si è dimostrata all’altezza della minaccia - continua Rossi - con un crescente numero delle persone denunciate per avere compiuto il crimine. Sono numerosi infatti gli interventi sia di prevenzione che di denuncia effettuati dalle forze dell’ordine in provincia. Finchè però non avremo la certezza della pena, finche non garantiremo che i criminali scontino fino in fondo la loro condanna, c’è il rischio che questi si sentano impuniti e ritornino alla loro attività criminose facendoci sentire insicuri. Non ci stancheremo mai - conclude Rossi - di raccomandare ai nostri associati l’adozione di misure di prevenzione (sistemi di sicurezza, videosorveglianza, allarmi, porte e finestre allarmate, accordi con istituti di vigilanza ecc.) come al pari continueremo ad invitare ad evitare il possesso e l’utilizzo di armi, cosa che si è sempre dimostrata essere drammatica”.

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