Reclutava e sfruttava richiedenti asilo nella Bassa Padovana, "caporale" a processo

La denuncia era arrivata da Alberto Ruggin, dei “Radicali - Più Europa”. Oggi il tribunale di Rovigo ne ha disposto il rinvio a giudizio

La denuncia era arrivata da Alberto Ruggin, dei “Radicali - Più Europa”. Un uomo, E.S. reclutava lavoratori facendo spola per le aziende agricole della bassa padovana. Quello che comunemente intendiamo come “caporale”, sfruttatore di disperati disposti a lavorare in condizioni disumane per pochi euro. Il resto lo intascava il procacciatore di manodopera irregolare.

Tribunale di Rovigo

A Rovigo si è svolta nella mattinata dell’11 dicembre, l’udienza preliminare contro il solo imputato, E. S., appunto, che risulta però irreperibile. Spiega l’avvocato Davide Zagni: «Ci siamo costituiti parte civile, con una serie di cooperative, insieme all’avvocato Marco Ferrero. Abbiamo discusso con pm, giudice e avvocato difensore. Alla conclusione di questo percorso il giudice ha deciso per il rinvio a giudizio, ad aprile quindi ci sarà un processo che vedrà l’uomo come unico imputato».

"Caporalato"

Questo processo non chiude la vertenza "caporalato" nella Bassa Padovana, anzi, si poterebbe dire che la apre: «Ci sono delle pratiche che sono troppe diffuse e vanno arginate. È lodevole che autorità giudiziaria e i carabinieri di Carmignano di Sant’Urbano abbiano lavorato così bene da ricostruire con precisione i fatti, nello specifico.

Sfruttamento del lavoro

Il fenomeno dello sfruttamento del lavoro, più che il danno fisico che comunque non è da escludere, è fondamentale accertare che, approfittare dello stato di bisogno per fornire manodopera ad aziende locali, una in particolare, in nero, non solo è illegale ma tradisce principi fondamentali dei diritti dell’uomo».

Imputato

Per quanto riguarda il procedimento, c’è un solo imputato: «Per le aziende nessun problema, formalmente. E.S. sfruttava la debolezza contrattuale del dipendenti che erano più richiedenti asilo. Questa persone ha sfruttato l’incapacità di sapere contrattare, la non conoscenza dei propri diritti. Questo è il principio che cerchiamo di affermare nel processo».

Parte civile

Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio, è un fatto importante:  «Per alcuni ci siamo già costituiti parte civile, come dicevamo in precedenza. Non solo crediti del lavoro ma risarcimento danno morale, questo chiederemo. Ci sono intercettazioni, testimonianze, le indagini dell’autorità giudiziaria sono state fatte davvero meticolosamente, gli elementi per una condanna ci sono tutti».

Donne incinta

Tra le persone sfruttate nei campi, anche donne incinta. Gli avvocati non escludono ci siano stati episodi di violenza: «Anche questo accerteremo durante il processo».

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