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Riprende il progetto “Reddito inclusione attiva”: volontari oggi, lavoratori domani

In tutto sono ventitré i comuni patavini che hanno aderito al progetto. Il RIA è una forma di welfare dove persone, che altrimenti resterebbero ai margini, vengono impegnate in attività di volontariato con l'obiettivo di essere reinserite nel mondo del lavoro

Anche nel 2019 il Comune di Padova sarà capofila, per la quinta annualità, del progetto regionale del Ria – Reddito di Inclusione Attiva. Con Padova sono coinvolti altri ventitré comuni con un incremento di otto rispetto al 2018 (per questi ultimi per ora verrà attivato solo il percorso del RIA di Sostegno). Le persone coinvolte saranno 188 e le associazioni che inseriranno gli utenti saranno più di 100.

Il mondo del volontariato

«I percorsi proposti con il Ria hanno permesso alle persone di scoprire e riscoprire le proprie capacità – spiega l’assessora al Sociale del Comune di Padova, Marta Nalin – Si costruiscono progetti con le persone tenendo conto delle caratteristiche e delle competenze di ciascuna, per riattivare non solo le capacità lavorative, ma anche quelle relazionali. Il rapporto con il mondo del volontariato è essenziale in questo senso».

RIA di sostegno e il RIA di inserimento

Il progetto prevede l'attivazione di due percorsi, il RIA di sostegno e il RIA di inserimento: il RIA di sostegno è rivolto a persone in condizioni di fragilità personale, non immediatamente collocabili nel mondo del lavoro, destinatari di contributi economici a sostegno del reddito, e la cui riattivazione assume anche il significato di restituzione sociale del beneficio ricevuto. La persona, anche grazie alla collaborazione con il Csv di Padova con il quale l'Amministrazione comunale padovana ha formalizzato un protocollo, viene inserita in una realtà di volontariato come volontario, per una sua riattivazione personale e sociale. Il contributo assistenziale erogato dal Comune è di 300 euro mensili, il percorso dura circa 6-9 mesi. Il percorso del RIA di inserimento si rivolge invece a persone con discrete capacità lavorativa attive, o riattivabili. Questo percorso prevede un tirocinio di inserimento lavorativo o azioni formative. Su questo percorso l'Amministrazione comunale è in fase di definizione rispetto alle caratteristiche specifiche.

RIA: un welfare attivo

«Il Ria è uno strumento interessante perché consente un’azione restitutiva. È una situazione di welfare attivo che dà sostegno a una fragilità sociale per cui persone che altrimenti resterebbero ai margini svolgono un’attività restitutiva di volontariato. Non solo. L’efficacia dello strumento è dimostrata anche dalla sua potenzialità per cui persone che non hanno la forza o la capacità di proporsi e non sanno emergere per cui non trovano un lavoro, grazie a questo contatto sono state in grado di dimostrare le proprie capacità e potenzialità trasformando un percorso di sostegno in un impiego» commenta il presidente del Csv di Padova Emanuele Alecci.

L’iter

La procedura prevede che l’assistente sociale del Comune segnali al Centro servizio volontariato provinciale di Padova gli utenti possibili, quindi lo psicologo del CSV Padova sostiene un colloquio con la persona per valutare la possibilità di inserimento. In caso positivo tocca al CSV preoccuparsi di individuare un’associazione, effettuare l’inserimento e il monitoraggio dell'esperienza.

Quali comuni hanno aderito al progetto?

I Comuni che hanno aderito per il 2019 sono: Abano Terme, Albignasego, Cadoneghe, Este, Limena, Monselice, Noventa Padovana, Padova, Piove di Sacco, Ponte San Nicolò, Rovolon, Rubano, Saccolongo, Sant'Angelo di Piove, Selvazzano, Teolo, Brugine, Cervarese, Legnaro, Montegrotto, Polverara, Pontelongo, Veggiano, Vigonza.

I dati: rischio povertà

In Veneto il 17,9% della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale, quasi il 7% vive in famiglie con bassa intensità lavorativa e le diseguaglianze sono in aumento. Dal 2014 la Regione Veneto finanzia il progetto Ria, Reddito Inclusione Attiva, rivolta ai Comuni capoluogo. Per il triennio 2018-2020, il piano regionale adottato conferma la misura del RIA e coinvolge 147 comuni in tutta la Regione. Lo stanziamento iniziale di 2.800.000 euro è stato incrementato di 875.148,61 euro. Il finanziamento regionale prevede un cofinanziamento comunale pari al 20% della quota finanziata. In collaborazione con l'Università di Padova e con il Master sull’inclusione e l’innovazione sociale, saranno realizzate un'indagine e una tesi sul progetto.

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