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L'immagine legata all'evento pubblicato su Facebook

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Renzi a Padova, al Portello "una giornata di contestazione al premier dell'austerità"

La manifestazione è stata indetta per giovedì 27 ottobre dal centro sociale Pedro e Adl Cobas Padova-Bassa Padovana, in occasione dell'arrivo del Presidente del Consiglio in città

AGGIORNAMENTO: Il comitato "Basta Un Sì" comunica in una nota che sono state annullate le due tappe della campagna referendaria previste per giovedì in Veneto, a Padova e Vicenza, perchè il presidente del consiglio, Matteo Renzi, sarà impegnato a seguire gli sviluppi delle scosse di terremoto che da mercoledì sera hanno nuovamente colpito il Centro Italia e che sono state avvertite anche nel Padovano (guarda il video). Confermata invece la presenza del premier venerdì mattina per l'appuntamento alle 9.30 con gli scienziati nell'aula magna dell'Ateneo.

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Giovedì 27 e venerdì 28 ottobre, il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà a Padova per un evento (giovedì in Fiera) legato alla campagna referendaria e per un incontro al Bo (venerdì nell'Aula Magna) in cui si parlerà di ricerca, formazione e internazionalizzazione. La notizia dell'arrivo del Premier in città non ha mancato di suscitare malumori, come quello del sindaco leghista Massimo Bitonci, che avrebbe appreso solo dalla stampa dell'imminente visita del capo del Governo. E un'accoglienza all'insegna della protesta è quella che intendono riservare a Matteo Renzi il centro sociale Pedro e Adl Cobas Padova-Bassa Padovana, che hanno convocato, per giovedì 27 alle 19.30 in piazza Portello, una giornata di contestazione al "premier dell'austerità".

LE RAGIONI DELLA CONTESTAZIONE. "Vogliamo dar vita ad una piazza aperta a tutti coloro che vogliono costruire il fronte del no sociale e costituente in vista del referendum del 4 dicembre e oltre - si legge nel comunicato con cui si annuncia la manifestazione - un no al Jobs Act e ai suoi continui ricatti nei confronti dei lavoratori e dei giovani precari continuando a distribuire finanziamenti alle imprese ed ai furbetti delle falseassunzioni: mentre si liberalizza il licenziamento senza giusta causa, si usano milioni di voucher per coprire il lavoro nero e si usano infiniti contratti a termine. Un no alla Buona Scuola e alla trasformazione avvenuta nel mondo della formazione con presidi manager, insegnanti stabilizzati ma deportati a migliaia di chilometri e alternanza scuola-lavoro per gli studenti. Un no alle operazioni di facciata come il 'rientro dei cervelli' che costringe alla precarietà e alla migrazione migliaia di giovani ricercatori e dottorandi. Dietro la maschera del "cambiamento a tutti i costi" la governance renziana nasconde la consegna europea di politiche anti-sociali ed austere, di meccanismi fintoemergenziali di commissariamenti e devastazioni. Ma ciò che ci spinge a organizzare questa contestazione e questo momento pubblico, è la necessità di costruire percorsi di lotta in grado di incidere sulla costituzione materiale, così come facciamo da anni, senza limitarci alla discussione sul solo quesito refedendario in senso formale".

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