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Ingresso dei musei civici Eremitani

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Riqualificazione museo Eremitani Italia nostra: "Sequestro cantiere"

L'associazione ambientalista ha presentato un esposto in procura a firma di Maria Letizia Panajotti contro il progetto di restauro e ampliamento voluto dall'assessore Andrea Colasio giudicato "fuori norma"

Italia nostra non si arrende sul fronte della battaglia al progetto di riqualificazione del museo Eremitani di Padova. Venerdì mattina infatti - come riportano i quotidiani locali - l'associazione, che aveva già presentato le sue osservazioni (tutte bocciate dalla giunta di Palazzo Moroni a maggio 2012) al piano voluto dall'assessore alla cultura Andrea Colasio, ha presentato un esposto in procura chiedendo il sequestro preventivo del cantiere, giudicato, a sentire la firmataria Maria Letizia Panajotti, privo delle necessarie autorizzazioni e quindi fuori norma. Dal canto suo Colasio risponde a tono dalle pagine della stampa locale affermando che è tutto in regola.

I PUNTI CONTESTATI. Per il progetto la Regione Veneto ha messo a disposizione del Comune di Padova oltre 3 milioni di euro, secondo Italia Nostra si tratterebbe di una somma incassata indebitamente, poichè, sempre secondo quanto sostengono gli ambientalisti, la riqualificazione, così com'è stata progettata, cozzerebbe con il piano regolatore, sarebbe priva del certificato di conformità urbanistica, non avrebbe ottenuto i nulla osta dalla Sopraintendenza e all'appello mancherebbe anche l'autorizzazione paesaggistica. La Pajotti ce l'ha in particolare con la copertura del chiostro di Albini e l'occupazione degli orti retrostanti al complesso.

LA REPLICA DI COLASIO. L'assessore alla cultura ribatte assicurando che le autorizzazioni ci sono, proprio venerdì sarebbe arrivata quella definitiva della Sopraintendenza. Per quanto riguarda il chiostro, Colasio spiega che l'idea di ricoprirlo non è un vezzo estetico ma un intervento reso improrogabile dal microclima del cortile che sta deteriorando le opere d'arte, e assicura che è in corso la ricerca di una soluzione che risponda alle funzionalità richieste senza deturpare il complesso. Sul fronte dell'occupazione degli orti, dove dovrebbero sorgere una caffetteria, laboratori didattici e un nuovo lapidario, l'assessore risponde puntualizzando che l'area in questione è attualmente in stato di abbandono e che gli interventi previsti lasceranno spazio anche al recupero di alcuni spazi verdi.

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